Il segretario generale del Secours Populaire des Alpes-Maritimes è intervenuto in occasione del derby della Costa Azzurra, vinto dall’AS Monaco (1-0), in cui è stato proprio lui a dare il calcio d’inizio. Una partita all’insegna della solidarietà, le cui maglie di entrambi i club sono state messe all’asta per aiutare le famiglie ucraine rifugiate nel dipartimento. 

Come è nata questa iniziativa di beneficenza tra l’AS Monaco, l’OGC Nice e il Secours Populaire 06?

Cerchiamo di mobilitare il più possibile il grande pubblico per sostenerci nelle nostre iniziative. Abbiamo molti volontari ma abbiamo anche bisogno di introiti fissi. L’OGC Nice e l’AS Monaco ci supportano ormai da diversi anni donando biglietti gratuiti per le famiglie che aiutiamo. 

Quando i club hanno visto cosa stava accadendo nel dipartimento, ci hanno subito contattato. L’AS Monaco ha voluto subito aiutarci. Questa partita, un derby che sta molto a cuore alla regione, è la migliore occasione possibile. Ci consente di premiare il lavoro straordinario dei nostri volontari, e permette alle famiglie ucraine, che abbiamo potuto portare allo stadio, di svagarsi.

Come verranno utilizzati i ricavi dell’asta delle maglie? 

Abbiamo appena acquistato prodotti per l’igiene, pannolini per i bambini e generi alimentari. Le famiglie possono recarsi nelle quindici sedi del nostro dipartimento per reperire gratuitamente i beni di prima necessità. I profughi arrivano con poche risorse, soprattutto quelli che stanno arrivando adesso. 

Dopo Parigi, il dipartimento delle Alpi Marittime è quello che riceve il maggior numero di ucraini

Jean Stellittano

All’inizio della crisi sono arrivati i più ricchi, ma questa seconda ondata di profughi è molto più modesta. Bisogna fare di tutto perché trovino un’autonomia finanziaria, ma ci vuole tempo e ovviamente donazioni per poter soddisfare i loro bisogni. Oggi, il Secours Populaire des Alpes-Maritimes sostiene quasi 1.300 ucraini.

Il Secours Populaire 06 ha previsto altre iniziative per queste famiglie?

Cerchiamo di offrire qualcosa di diverso, non solo beni di prima necessità. Alcune famiglie potranno ad esempio recarsi al Museo Oceanografico. Dobbiamo aiutarli a lasciarsi alle spalle questo clima di ansia e stress permettendogli di uscire per schiarirsi le idee. 

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Cerchiamo di fornire loro quanto più conforto materiale e psicologico possibile. Ma ci vogliono tantissimi soldi. Per questo un’iniziativa come quella dell’AS Monaco, con il supporto dell’OGC Nice, ci è molto d’aiuto. Tutti hanno capito che si tratta di una situazione che si protenderà nel tempo e che le famiglie non potranno ripartire subito. La solidarietà manifestata fin dai primi giorni deve continuare.

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© AS Monaco

Come gestiste l’arrivo dei profughi ucraini?

Dopo Parigi, il dipartimento delle Alpi Marittime è quello che riceve il maggior numero di ucraini. Sembrerebbe che nel dipartimento siano presenti quasi 7.000 ucraini. Negli ultimi due anni, il Secours Populaire 06 ha lavorato particolarmente sodo (sorride). Ma siamo consapevoli del ruolo che svolgiamo. Siamo sempre felici di aiutare queste persone. Dobbiamo essere uniti per affrontare queste sfide sul lungo termine. Le iniziative come quest’asta dell’AS Monaco ci rendono davvero ottimisti. Dovete sapere che non esistono piccole donazioni, perché anche le più piccole sono preziose.

Di quali grandi iniziative si occupa attualmente il Secours Populaire 06?

Abbiamo aiutato tante famiglie e artigiani durante la tempesta Alex, con oltre un milione di euro di aiuti finanziari destinati alle vittime della tempesta. I nostri volontari continuano a essere molto attivi, anche un anno e mezzo dopo il disastro. Aiutiamo anche i cittadini contagiati dal Covid-19. 

Siamo un po’ preoccupati nel vedere che gli aiuti si stanno affievolendo rispetto allo slancio dei primi giorni del conflitto

Jean Stellittano

Nelle prime settimane di lockdown, a marzo 2020, nell’arco di due mesi e mezzo abbiamo distribuito più di 130.000 pasti a tutte le persone isolate negli hotel del dipartimento. A gennaio 2020, prima del Covid-19, il Secours Populaire aiutava quasi 5.000 persone nel dipartimento delle Alpi Marittime. Oggi ne aiuta quasi 13.000. Abbiamo la fortuna di poter lavorare con altre associazioni e diverse città. La solidarietà si esprime sotto tutte le sue forme.

Lavorate spesso a Monaco?

La Croce Rossa monegasca è molto sentita dagli abitanti del Principato e lavora molto sui temi di cui abbiamo discusso. Finora non abbiamo avuto la possibilità di lavorare a Monaco, anche se l’AS Monaco ci offre regolarmente i biglietti per le partite. È un’occasione per far conoscere ai monegaschi il lavoro che svolge la nostra associazione. 

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Come dico sempre, è grazie ad associazioni come la nostra che è un piacere vivere nella regione. Il lavoro che svolgiamo ogni giorno con chi è difficoltà consente di mantenere una convivenza piacevole. Non ci sono persone che chiedono l’elemosina o che soffrono di una profonda depressione. Questo lavoro contribuisce alla qualità della vita della Costa Azzurra che tutti conosciamo.

Dalle donazioni che ricevete si percepisce una forte mobilitazione dei cittadini?

Purtroppo, dopo una notizia ne arriva sempre un’altra. È umano, ma dall’inizio del primo turno delle elezioni presidenziali l’attenzione dei francesi è stata rivolta altrove. Lo capiamo, è normale, è un evento importante. Ma siamo un po’ preoccupati nel vedere che gli aiuti si stanno affievolendo rispetto allo slancio dei primi giorni del conflitto.

In occasione del derby della Costa Azzurra, l’AS Monaco e il suo presidente, Dmitri Rybolovlev, hanno intrapreso diverse iniziative per i profughi ucraini insieme al Secours Populaire des Alpes-Maritimes. Il presidente dell’ASM ha fatto una donazione all’associazione, il club gli ha anche versato parte del ricavato della partita e le maglie del match sono state messe all’asta sulla piattaforma MatchWornShirt.

I lettori che desiderano sostenere le iniziative del Secours Populaire possono fare una donazione sul sito www.secourspopulaire.fr o partecipare all’asta delle maglie (fino alla fine di questa settimana) sul sito www.matchwornshirt.com.