Il mecenate e presidente della Francis Bacon MB Art Foundation ha accettato di fare due chiacchiere con noi per raccontarci la sua passione per il pittore e le attività portate avanti dalla sua Fondazione.

Può raccontarci il suo percorso?

Dopo una laurea in gestione aziendale seguita da un master in relazioni internazionali in Inghilterra, ho iniziato a lavorare come amministratore nell’azienda di famiglia a Monaco. Sono anche co-proprietario con mio fratello dell’Hôtel Métropole di Monte-Carlo e fondatore della Francis Bacon MB Art Foundation Monaco, un’istituzione no-profit dedicata all’artista britannico Francis Bacon.

Come descriverebbe il legame che la unisce a Monaco?

È un legame estremamente forte. La mia famiglia vive qui da oltre quarant’anni e io sono profondamente legato al Principato e alla Famiglia Principesca.

Perché ha deciso di aprire la Francis Bacon MB Art Foundation a Monaco e non altrove?

Durante i miei anni a Londra, ho seguito un corso di storia dell’arte e, in occasione di una visita alla Tate Gallery quando avevo vent’anni, mi sono ritrovato davanti al trittico di Bacon, Tre studi per figure ai piedi del Crocifisso (1944), un’opera che sfida l’interpretazione e che ha innescato in me la necessità di esplorare il suo universo.

Durante le mie ricerche, ho scoperto che l’artista aveva visitato Monaco per la prima volta all’alba degli anni 40, che aveva vissuto a Monaco dal luglio 1946 fino ai primi anni 50 e che non aveva mai smesso di soggiornare regolarmente nel Principato con la sua famiglia, i suoi amanti e la sua cerchia di amici fino alla fine dei suoi giorni.

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Vista interna della fondazione. Sulla parete, Francis Bacon nel suo studio al n° 7 di Reece Mews a Londra, 1977 (fotografo: Carlos Freire) © Francis Bacon MB Art Foundation/MB Art Collection

Ha sempre parlato spontaneamente e con piacere dei periodi trascorsi a Monaco, facendo spesso riferimento al lavoro che è riuscito a svolgere qui nonostante le molte distrazioni. È inoltre proprio a Monaco che inizia a concentrarsi sulla rappresentazione della figura umana e che dà il via alla sua prima serie di papi e alla sua serie di teste. Mi è sembrato quindi ovvio creare una fondazione nel Principato.

Le sue immagini potenti, macchiate da un dolore esasperato, turbano, sconvolgono, affascinano e hanno un tale potere di incantare da non lasciare nessuno indifferente

Il sostegno del Principe Alberto II e delle autorità monegasche è stato essenziale e ha giocato un ruolo importante nella realizzazione di questo progetto. È così che il 28 ottobre 2014, anniversario della nascita del pittore, il Sovrano ha inaugurato la Francis Bacon MB Art Foundation.

Cosa rappresenta per lei questo pittore? Cosa risveglia in lei la sua arte?

Quando Bacon ha fatto irruzione nella mia vita, sono stato subito affascinato da questo gigante singolare, inclassificabile, autodidatta e intransigente i cui dipinti sollevano temi piuttosto caldi. Era un osservatore del suo tempo che ha prodotto opere monumentali e tragiche, dei “concentrati di realtà”, come le ha ben definite lui, che mi hanno affascinato e perseguitato. Le sue immagini potenti, macchiate da un dolore esasperato, turbano, sconvolgono, affascinano e hanno un tale potere di incantare da non lasciare nessuno indifferente

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Ha un’opera preferita?

Una delle mie opere preferite di Bacon, e parte della mia collezione, è Figure Crouching, un dipinto del 1949 che è stato probabilmente dipinto a Monaco.

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Francis Bacon, ‘Figure Crouching’, 1949 © The Estate of Francis Bacon. Tutti i diritti riservati / MB Art Collection

Quali sono gli obiettivi della sua Fondazione?

La Francis Bacon MB Art Foundation è un’istituzione senza scopo di lucro che concentra le sue attività di studio e ricerca sul pittore britannico. Nasce per promuovere una migliore comprensione del lavoro, della vita e del processo creativo dell’artista, con una particolare attenzione al periodo in cui ha vissuto e lavorato a Monaco e in Francia.

Sostiene la ricerca garantendo ogni quattro anni un assegno di ricerca a un dottorando dell’École du Louvre, il cui lavoro si concentra su Francis Bacon, e ospitando ricercatori e storici dell’arte. Incoraggia la creazione artistica, con una borsa di studio destinata ai giovani artisti diplomati a Villa Arson, pubblica libri su Bacon e sostiene le pubblicazioni sull’artista.

La Fondazione realizza anche cortometraggi sul pittore e partecipa a mostre concedendo prestiti o fornendo assistenza finanziaria. Il Grimaldi Forum di Monaco, la Tate di Liverpool, il Museo Fabre di Montpellier, la Fondazione Beyeler di Basilea, il Museo Fernand Léger di Biot, il Centre Pompidou di Parigi, il Museo di Belle Arti di Lione e la Royal Academy di Londra sono alcuni dei musei con cui abbiamo collaborato.

La Fondazione è aperta tutto l’anno a ricercatori e storici dell’arte, mentre apre le porte al pubblico per visite guidate gratuite, tutti i martedì e il primo sabato del mese solo su appuntamento.

Quali altre iniziative filantropiche ha portato avanti?

Nel 2020 ho creato un fondo di dotazione con il Museo del Louvre dedicato alla conservazione e valorizzazione delle collezioni della prestigiosa istituzione parigina.

I ricavi di questo fondo sono destinati a sostenere il restauro delle opere del Louvre che Bacon ha ammirato durante le sue numerose visite, alcune delle quali hanno avuto un’influenza proprio sul suo lavoro. Lo stesso anno sono diventato mecenate del Fondo di dotazione dell’École du Louvre facendo una donazione di capitale per consentirle di perpetuare le sue iniziative.

Con la Francis Bacon MB Art Foundation, ho voluto aggiungere un ulteriore mattone al già esistente edificio culturale monegasco.

Sono stato anche mecenate di un ambizioso progetto architettonico intitolato “ÉCOLE DU LOUVRE 2021-2022”, che prevedeva la riqualificazione della biblioteca, dei servizi informatici e documentari, della caffetteria, oltre che la nascita di un centro di ricerca, recentemente inaugurato alla presenza del Ministro della Cultura francese Roselyne Bachelot-Narquin e della Principessa Carolina di Hannover.

È il più grande sostegno mai concesso a un istituto d’istruzione dal Ministero della Cultura. Per questo grande progetto ho anche offerto alla scuola due sculture dell’artista inglese Antony Gormley, Witness VII e Witness VIII, oltre a un cavalletto e una fotografia di Francis Bacon, portando così per la prima volta delle opere d’arte in un questo luogo dedito allo studio e alla ricerca.

Cosa ne pensa dell’offerta culturale e del mondo dell’arte a Monaco?

La cultura in tutte le sue forme ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia del Principato. I Balletti di Monte-Carlo, l’Orchestra Filarmonica e l’Opera di Monte-Carlo hanno acquisito una fama mondiale per più di un secolo.

Negli ultimi decenni, ho notato una chiara evoluzione nell’offerta culturale del Principato, in particolare grazie all’apertura di due strutture: il Grimaldi Forum, che, ogni estate, propone tra i vari eventi una grande mostra, ormai diventata un appuntamento imperdibile, e il Nuovo Museo Nazionale di Monaco, che ogni anno propone diverse esposizioni promuovendo il patrimonio monegasco e la sua collezione.

Anche il Museo Oceanografico ha lavorato nella stessa direzione, invitando grandi artisti per le sue mostre temporanee. Questo sviluppo è stato possibile grazie al sostegno essenziale del Principe Alberto II e della Principessa Carolina di Hannover, oltre che alle numerose iniziative del Dipartimento degli Affari Culturali.

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Il Principato di Monaco è diventato anche un centro nevralgico per il mercato dell’arte, grazie all’arrivo della fiera artmonte-carlo, ma anche alla recente apertura di prestigiose gallerie e al dinamismo delle sue case d’asta. Con la Francis Bacon MB Art Foundation, ho voluto aggiungere un ulteriore mattone al già esistente edificio culturale monegasco.

In quanto collezionista, quali sono i suoi gusti e le sue scelte?

Ho dedicato la mia collezione all’opera di Francis Bacon, ma ho anche acquisito opere di pittori che si sono confrontati con Bacon come Graham Sutherland, Roy de Maistre, Denis Wirth-Miller, Vladimir Veličković, César, Maggi Hambling e Louis le Brocquy o che furono influenzati dal lavoro di Bacon come Ernest Pignon-Ernest o Robert Longo.