La Classica di Primavera come amano chiamarla i puristi, Milano-Sanremo è un mito che promette l’inferno a chi osa sfidare i suoi 298 chilometri. Nel calendario professionistico, oggi è la più lunga gara di un giorno del circuito. Alzare le braccia al traguardo di San Remo è il sogno di generazioni di velocisti dall’inizio del secolo scorso.

 

La prima edizione della Classica risale al 1907, ma bisogna tornare indietro di un anno per capire le premesse della gara ciclistica. Nel 1906 i membri dell’Unione Sportiva Sanremese decisero di organizzare una gara a due tappe da Milano a Sanremo. La gara è stata un fallimento totale e il progetto sportivo era troppo ambizioso per i concorrenti. L’anno successivo, attraverso il giornalista Tullo Morgagni, è nata l’idea di riprendere il percorso e di farne un evento ciclistico. Questa prima edizione è stata laboriosa e contestata in condizioni dantesche. Così dantesco che solo 33 dei 62 iscritti hanno preso la partenza. Erano solo 14 al traguardo di questa prima edizione vinta dal francese Lucien Petit-Breton.

 

Insieme al Giro di Lombardia allestito anche da Tullo Morgagni, Milano-Sanremo è uno dei 5 monumenti del ciclismo accanto ad altri classici come Parigi Roubaix, il Giro delle Fiandre e Liegi Bastogne Liegi. Rari sono quelli che hanno trionfato su ciascuno di questi mostri sacri. Eppure tutti aspirano e sognano, così come sognano la vittoria al Tour de France, al Giro d’Italia o alla Vuelta.

 

 

Milano – Sanremo e i suoi leggendari duelli

 

Oltre a un percorso e a passaggi mitici, una grande gara ciclistica prevede leggendari duelli tra corridori e Milano-Sanremo non fa eccezione alla regola. Ricordiamo il mano à mano tra cavalieri eccezionali come Gino Bartali e Fausto Coppi negli anni ’40, o il duello tra Erik Zabel (quattro volte vincitore della gara) e Oscar Freire all’alba degli anni 2000. Sono queste rivalità che hanno forgiato anche il destino e la leggenda di Milano-Sanremo.

 

Anche l’edizione 2013 ha contribuito al prestigio di questa gara. In condizioni apocalittiche, gli organizzatori hanno deciso di accorciare la corsa da 298 a 246 chilometri evitando due salite fondamentali: il Passo del Turchino e Le Manie. I corridori vengono trasferiti in autobus e la gara inizia una seconda volta dopo un’interruzione di oltre un’ora e mezza.

 

Più recentemente, stelle del ciclismo mondiale come il francese Julian Alaphilippe, il polacco Michal Kwiatkowski e l’italiano Vincenzo Nibali hanno messo il loro timbro sul famoso trofeo. La 111° edizione della manifestazione è prevista per il 21 marzo 2020, a condizione che vengano eseguiti correttamente i lavori necessari a seguito delle frane sul Poggio.

 

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