L’Istituto oceanografico di Monaco si è recentemente interessato alle meduse, un essere vivente di affascinante complessità. Con l’impatto dell’uomo sugli oceani, le meduse proliferano… a scapito di altre specie marine.

La pesca intensiva, i rifiuti di plastica, lo scarico di prodotti farmaceutici, ormoni, molecole chimiche… Tante cose che attaccano l’equilibrio degli oceani e minacciano molte specie marine. Ma solo un animale sembra trarre vantaggio dalle malefatte dell’uomo: la medusa.

Le meduse uccidono cinque volte di più degli squali

La maggior parte degli specialisti è d’accordo su una cosa: l’oceano si sta gelificando. Le attività umane permettono alle meduse di proliferare ad alta velocità. La pesca eccessiva, ad esempio, porta alla scomparsa di predatori naturali come il tonno o le tartarughe. Alcune zone sono state pescate così tanto che il ritorno di alcune specie di pesci è impossibile, poiché le meduse divorano le loro uova e le loro larve. Per quanto riguarda i rifiuti di plastica, è un eccellente supporto per lo sviluppo e il viaggio dei polipi.

Le meduse possono essere irritanti se toccate dall’uomo fino ad essere letali soprattutto quelle tropicali, che causano una cinquantina di morti ogni anno. Cinque di volte più degli squali! Fortunatamente, anche se dolorose, le punture delle specie che si trovano nel Mediterraneo non sono mortali. Ma l’impatto delle meduse non si limita al settore ricreativo: anche molte attività marittime subiscono il tormento di questi animali. All’inizio di luglio, diverse migliaia di meduse sono riuscite a bloccare le turbine di una centrale elettrica in Israele.

Per saperne di più sulle meduse, potete visitare il sito web dell’Istituto di Oceanografia, che offre un focus tematico su questi animali.