A causa della pandemia, molti settori hanno dovuto ripensare il loro business model: anche le aziende di Monaco si sono adeguate.

Con una sola telecamera 3D, Lucas Brito può portarci in giro per il mondo, a prescindere dal dispositivo che utilizziamo. “Grazie a una fotocamera con tre obiettivi e tre laser, possiamo scansionare circa 100 punti che ci permettono di analizzare lo spazio”, spiega il direttore di Virtual Reality International Monaco. “Nella fase di post produzione, processiamo il lavoro con un software in grado di creare un modello 3D in cui è possibile navigare”. Per Lucas Brito, autore di 105 tour virtuali in otto città differenti, è tutta una questione di dettagli: “Possiamo regalare all’utente un’esperienza all’insegna della bellezza”, aggiunge.

Cercare casa a distanza

Anche il settore immobiliare ha dovuto adattarsi all’era digitale. A Monaco, Stefano Coletti, agente immobiliare presso Immobilia 2000, un’agenzia fondata a Monaco oltre 40 anni fa, ha puntato tutto sulle visite degli appartamenti a 360°. “I clienti possono camminare per la casa grazie a un visore per la realtà virtuale e un telecomando. È un modo divertente per capire come è strutturato l’immobile”, afferma. La realtà virtuale ci permette anche di risparmiare tempo, considerando che gli acquirenti visitano in media da 6 a 10 case prima di concludere l’affare.

Shopping sfrenato… virtuale

E se al posto dello shopping online, si arrivasse a un ancora più futuristico shopping virtuale? La boutique Sabrina Monte-Carlo offre ai clienti la possibilità di un tour virtuale del negozio. “Vorremmo che si sentissero proprio come se fossero qui con noi in negozio. Sono liberi di girovagare nel nostro mondo”, spiega Carla Valerio, responsabile di Lalique e Arts de table, sul Boulevard des Moulins. “Gli forniamo degli spunti visivi o sensoriali per aiutarli a farsi un’idea migliore del prodotto”, afferma.

Le aziende diventano virtuali, ma senza rinunciare alle relazioni

Il mondo aziendale ormai si affida quasi completamente alle videoconferenze, che hanno senza dubbio i loro vantaggi. Così sostiene anche Alexis Lanari, cofondatore di Thoody Consulting: “Le videoconferenze si utilizzavano già per chiamare all’estero. Oggi, utilizziamo queste app per comunicare con i clienti e i partner”, spiega. Grazie al video, che lascia spazio alla comunicazione non verbale, possiamo mantenere anche l’aspetto relazionale. “Una volta a settimana, organizziamo delle pause caffè virtuali per non perdere il rapporto tra colleghi”, afferma. Passare al virtuale, non deve per forza compromettere le relazioni.

Visioconférence Thoody Consulting.
©AlexisLanari