Il 2020 sarebbe dovuto essere un anno fondamentale per la salvaguardia della biodiversità. A causa della pandemia, però, molti grandi eventi annuali sono stati cancellati. Nonostante le avversità, l’ONU è riuscito a organizzare l’assemblea generale per gli oceani e il diritto del mare, tenutasi a New York l’8 dicembre. Per Monaco, è stata l’occasione per rinnovare il suo impegno, ormai parte del DNA del paese.

Ad appena quindici giorni dal Simposio internazionale Human Health and the Ocean, tenutosi nel Principato e organizzato dal Centro Scientifico di Monaco, dalla Fondazione Alberto II di Monaco e dal Boston College, Monaco ha rinnovato il suo impegno a favore degli oceani davanti all’assemblea delle Nazioni Unite a New York.

2021: un anno cruciale per la biodiversità

Il Principato ha approfittato dell’occasione per comunicare che il paese prenderà parte “con grande determinazione” alle riunioni cruciali del 2021, “che saranno essenziali per definire obiettivi ambiziosi nella lotta al cambiamento climatico, nella salvaguardia dei mari e degli oceani e nel recupero della biodiversità”.

>> LEGGI ANCHE: Evitare il disastro ecologico? Urge una politica globale

Nel suo intervento, Florian Botto, il secondo segretario della Rappresentanza permanente del Principato di Monaco presso le Nazioni Unite, ha sostenuto che “le sfide legate agli oceani, al cambiamento climatico e alla biodiversità sono tutte collegate”.

Monaco come fulcro della lotta internazionale per la salvaguardia degli oceani

Botto ci ha tenuto inoltre a ricordare che, “da quasi 100 anni, la Rocca ospita sul suo territorio l’Organizzazione idrografica internazionale, oltre che i Laboratori Ambientali dell’AIEA“, che da quest’anno sono anche diretti da scienziati monegaschi.