In occasione del lancio del suo ultimo progetto, dedicato alle creature marine di tutto il pianeta, Monaco Tribune ha avuto il privilegio di incontrare l’apneista monegasco Pierre Frolla, per la terza puntata della serie dedicata agli eroi del Mediterraneo. Quello che abbiamo scoperto è un uomo con la passione per il mare, amante della natura e con una ragione di vita ben precisa: lottare per la salvaguardia dell’ambiente.

Nel momento in cui scriviamo queste righe, Pierre Frolla si trova a migliaia di chilometri dal Principato, nelle acque dell’oceano Pacifico a largo del Messico, nei pressi dell’Isola di Socorro. Con lui c’è il suo braccio destro, il fotografo Greg Lecoeur, con cui è nata questa idea e con cui ha portato avanti la realizzazione di questo progetto, intitolato Frolla, Le Coeur de l’Océan.

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“L’idea è quella di scattare foto che abbiano un tema preciso: un uomo libero, le grandi creature marine e lo sfondo di paesaggi incredibili, in tutti gli oceani del mondo”, ci ha raccontato l’apneista monegasco qualche settimana fa, davanti a una tazza di caffè nella sua scuola di sub, l’Ecole Bleue, sulla riva del Port Hercule. “Con Greg ci siamo incontrati circa cinque anni fa a Cuba, durante uno shooting con squali e coccodrilli. Da quel momento siamo diventati amici e abbiamo intrapreso questa avventura, attraverso cinque viaggi intorno al mondo”.

Non dobbiamo dimenticare che alla fine del XIX secolo, Monaco era un villaggio di pescatori e di agricoltori dediti all’olio di oliva e agli agrumi

Dalla Polinesia alla Bassa California, passando per il Messico, l’isola di Mauritius e la Groenlandia, nei loro viaggi il duo incontra tantissime specie leggendarie, come balene megattere, otarie, razze, delfini tursiopi, capodogli e squali della Groenlandia, e segue da vicino la loro migrazione. “È un progetto che dovrebbe durare due anni, due anni e mezzo”, ci spiega Pierre, visto che il libro di 250 pagine e quasi 200 foto, con lo stesso format del famoso La Terre vue du Ciel, uscirà ufficialmente nell’autunno del 2021. “Contemporaneamente a questo progetto, stiamo girando anche un documentario in 8K insieme al regista Kevin Sempé. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone a proteggere la natura”.

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Un padre membro della squadra monegasca di pesca subacquea in apnea

Nato nel 1975 a Monaco, Pierre Frolla si è subito innamorato delle immersioni subacquee: “a quattro anni cercavo di prendere polpi e granchi”, confessa. Una passione che nasce dal padre, membro della squadra monegasca di pesca subacquea in apnea, ma che si evolve rapidamente nella consapevolezza di quanto sia importante salvaguardare l’ambiente e il mare. “Non dobbiamo dimenticare che alla fine del XIX secolo Monaco era un villaggio di pescatori e di agricoltori dediti all’olio di oliva e agli agrumi. È per questo che nel 1970, l’identità così legata al mar Mediterraneo era ancora ben radicata nella mentalità dei monegaschi”. Mentre suo padre viaggiava per il mondo, in un’epoca in cui i viaggi erano privilegio di pochi, il giovane Pierre cresce ascoltando racconti affascinanti. “Sono cresciuto con questa voglia di vivere la mia passione tutti i giorni”, dichiara Pierre. Ed è proprio quello che ha fatto, trasformando le sue aspirazioni in un vero e proprio mestiere.

Mi sono messo in gioco per scoprire chi fosse il migliore e ho vinto

Nonostante la sua nascente carriera di istruttore, Pierre Frolla decide di andare oltre per saziare la sete di successo del suo animo competitivo. “Mi sono messo in gioco per scoprire chi fosse il migliore e ho vinto”. Con quattro record del mondo di apnea alle spalle, l’apneista monegasco, che mette sempre al primo posto la sua libertà, diventa un campione famoso in tutto il mondo. Ma si accorge presto che questa vita da atleta non fa per lui. La ragione esistenziale di Pierre Frolla è un’altra, c’è posto solo per le spedizioni, sotto qualsiasi forma. “Mi sentivo più orgoglioso a insegnare e a proteggere l’ambiente. Mi vergognavo un po’ di essere solo atleta”.

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Pierre-Frolla
@Greg Lecoeur

Sensibilizzare i più giovani sulla salvaguardia dell’ambiente

Oggi, l’apneista monegasco trova maggiore soddisfazione a guidare i più piccoli. “È quello che amo fare di più, ovvero condividere le mie esperienze per trasmettere dei messaggi”. L’obiettivo? Arrivare all’animo delle persone per sensibilizzarle sulla salvaguardia dell’ambiente. “Abbiamo il dovere di farlo. In questa scuola abbiamo tra i 3.000 e i 5.000 bambini ogni anno. Ho un progetto con dei cartoni animati che vuole trasmettere questo messaggio, ma le emittenti televisive non sono particolarmente entusiaste all’idea di affrontare l’argomento. Per andare fino in fondo con questo progetto ho bisogno di sponsor, ma spesso sono proprio gli sponsor che inquinano, e quindi…”

Se non proteggi l’ambiente in cui vivi, sei destinato a scomparire

Ma Pierre Frolla non è un tipo che si arrende facilmente, mai. “È una battaglia che prima o poi vincerò. Se non proteggi l’ambiente in cui vivi, sei destinato a scomparire”. Gli abbiamo chiesto cosa ne pensa della politica come mezzo per far passare il messaggio: “Non ci credo più completamente”, afferma. “La prova l’ho avuta quando Nicolas Hulot [ex ministro dell’ambiente francese], che per me è uno dei più grandi combattenti, ha abbandonato. Si è reso conto che era tutta una farsa. Il gesto più bello che ha fatto è stato dare le dimissioni, per mostrare che neanche lui era riuscito nell’impresa. È un’azione forte”. Per Frolla il segreto sta nella trasmissione del sapere, un gesto semplice che non andrebbe mai abbandonato. Traduzione a cura di Valentina Alia

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