Criticato da alcuni politici francesi, a volte persino screditato per le misure troppo leggere, fin dall’inizio della crisi sanitaria il Principato di Monaco ha intrapreso una politica piuttosto indipendente per far fronte alla minaccia del Covid-19. Tuttavia, Monaco non ha registrato gli stessi numeri dei suoi vicini europei, che invece, negli ultimi mesi, hanno adottato misure più restrittive. Tra vaccinazioni e test, analizziamo la politica monegasca tenendo conto delle misure raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

“A 20 km da Nizza c’è uno stato in cui i negozi e i ristoranti sono aperti e le persone si dicono: andiamoci a divertire” ha affermato a inizio gennaio il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, a fronte di una nuova ondata dell’epidemia sulla Costa Azzurra. Un’affermazione appoggiata anche da Valérie Pécresse, presidentessa della regione dell’Ile-de-France. “A Nizza, i trasferimenti da e per Monaco sono motivo di contagio”, ha affermato infastidita la presidentessa.

Ciononostante, da diversi mesi Monaco ha adottato una politica indipendente per far fronte alla crisi, che sembra dare i suoi frutti. Da inizio gennaio, anche la città-Stato ha inasprito le misure di contenimento con un coprifuoco anticipato dalle 20:00 alle 19:00, l’obbligo di chiusura per i ristoranti nelle ore serali e le restrizioni imposte in modo tale che solo i residenti e chi lavora nel Principato possano frequentare i ristoranti a pranzo. Misure che resteranno in vigore almeno fino al 19 febbraio.

Monaco, uno dei paesi che effettua più test in Europa

“Dopo il 15 dicembre, data della fine del lockdown in Francia, il numero di persone che circolano nel Principato è decisamente aumentato, in particolare in occasione delle feste, e questo è un dato di fatto”, afferma Christophe Robino, presidente della Commissione degli interessi sociali e affari vari al Consiglio Nazionale di Monaco. “Questo si è tradotto in un aumento importante del numero di casi positivi dichiarati ogni giorno, del numero di pazienti ricoverati e di quelli in isolamento domiciliare a causa del Covid-19”.

Questa situazione giustifica l’adeguamento delle misure sanitarie, soprattutto quelle mirate a controllare l’affluenza nei luoghi pubblici e la circolazione transfrontaliera delle persone

Christophe Robino, presidente della Commissione degli interessi sociali e affari vari

Proprio i visitatori provenienti dagli altri paesi hanno costretto il Principato a rafforzare le misure e i controlli alle frontiere per far fronte all’aumento della curva epidemiologica. “Questa situazione giustifica l’adeguamento delle misure sanitarie, soprattutto quelle mirate a controllare l’affluenza nei luoghi pubblici e la circolazione transfrontaliera delle persone. Ma la situazione è tuttora sotto controllo.” A inizio gennaio, in occasione della seconda domenica dei saldi a Monaco, sono stati intensificati i controlli sulle frontiere monegasche per segnalare agli automobilisti dei paesi confinanti di fare marcia indietro.

Il Principato effettua dai 500 ai 1000 test al giorno ed è uno dei paesi che effettua più test in Europa. In media, Monaco effettua tre volte più test rispetto a Nizza, la città francese con il numero più alto di tamponi secondo il Governo. Una politica di screening che ha visto crescere i casi positivi nel giro di poche settimana, visto che a fine agosto, il numero di test effettuati era di 1260 a settimana, mentre oggi se ne effettuano il quadruplo. Il 29 gennaio, il bilancio sanitario del Principato è salito a 1430 persone contagiate dal coronavirus dall’inizio della crisi sanitaria su 38.000 residenti, per un totale di 1198 guariti e 11 residenti deceduti, tra cui sei a gennaio.

Un laboratorio all’avanguardia

Per avere ancor più autonomia e per aumentare il numero di test effettuati, il Principato ha inaugurato un laboratorio indipendente: il Cobas 6800 è gestito dal Centro Scientifico di Monaco e trasmette i risultati in tempi brevi. L’obiettivo è quello di non essere più dipendenti dalla Francia, come è successo durante la prima crisi. “Quest’estate, tra luglio e settembre, abbiamo effettuato un totale di quasi 6.000 test”, dichiara Patrick Rampal, presidente del Centro Scientifico di Monaco. “Oggi, siamo arrivati a circa 1000 al giorno.

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Ma non finisce qui. In realtà, il laboratorio Cobas 6800 potrebbe effettuare fino a “2000 test al giorno” ovvero quasi il doppio di quelli effettuati al momento. Una cifra incredibile, che al momento è impossibile da raggiungere. “Il problema è il personale. È necessario trovare persone qualificate per effettuare questi test”, afferma il presidente del CSM. Ma i ricercatori sono pronti a mettersi in gioco. L’etica professionale è importante. Se sarà necessario in futuro e, se sarà questa la volontà politica, allora faremo in modo di effettuare ancora più test”.

Vorremmo rendere la nostra offerta più completa in tempi brevi, per offrire un servizio completo, perché per il momento, siamo in grado di individuare il virus ma non le sue varianti

Patrick Rampal, presidente del Centro Scientifico di Monaco

Il laboratorio è stato essenziale per alleggerire il carico di lavoro a cui era sottoposto il Centro Ospedaliero Principessa Grace, dal momento che i campioni prelevati presso il centro nazionale di analisi all’Espace Léo Ferré vengono inviati al Centro Scientifico (CSM) per essere analizzati. Inoltre, il nuovo centro di vaccinazioni, progettato in meno di una settimana presso lo spazio Ravel del Grimaldi Forum è stato inaugurato lunedì 26 gennaio dal Principe Alberto II in persona. “L’altra problematica ormai è rappresentata della variante inglese, da quella sudafricana e brasiliana”, anticipa Patrick Rampal. Al momento, siamo in grado di individuare il virus ma non le sue varianti. Ci stiamo attrezzando per poter individuare la variante inglese.In futuro, grazie alla collaborazione con l’Istituto Pasteur, il Centro Scientifico di Monaco sarà in grado di analizzare alcuni casi sospetti per le varianti sudafricane e brasiliane. Inoltre, il CSM sta anche migliorando le tecniche di sequenziamento* così da poter individuare tutte le varianti possibili.

Un centro di monitoraggio domiciliare efficace

Unico nel suo genere, il centro di monitoraggio domiciliare, aperto 7 giorni su 7, da marzo 2020 ha già assistito quasi 1.000 persone, seguendo dal punto di vista medico i pazienti colpiti dal virus che non necessitano di essere ricoverati. Ormai diventato essenziale da quest’estate, il Centro ha riaperto le porte dal mese di luglio presso l’Auditorium Rainier III. Gli infermieri si occupano di chiamare i pazienti ogni giorno, così da poter accertare il loro stato di salute, mentre i medici si occupano dei pazienti con patologie più complesse.

Bisogna proporre sistematicamente, sempre su base volontaria, di effettuare i test PCR agli studenti del Principato nel momento in cui rientrano nelle scuole

Christophe Robino, presidente della Commissione degli interessi sociali e affari vari

Con l’affluenza attesa durante le vacanze scolastiche di febbraio, a meno che non si valuti un nuovo lockdown, il centro di monitoraggio dovrà tornare a lavorare nuovamente a pieno regime, così come il centro di analisi. “Dal momento che abbiamo la possibilità di effettuare test a sufficienza, bisogna proporre sistematicamente, sempre su base volontaria, di effettuare i test PCR agli studenti del Principato nel momento in cui rientrano nelle scuole”, afferma Christophe Robino. Per quanto riguarda i ristoranti e gli eventi culturali, è stato adottato un sistema di tracciamento permanente fin dall’istituzione del primo coprifuoco, il 1° novembre 2020. Uno strumento che consente di identificare le persone (ormai soltanto residenti) che si recano nelle diverse attività.

Una campagna di vaccinazione destinata a diventare di massa

Provenienti dal Belgio e arrivati nel Principato il 30 dicembre, le dosi del vaccino Pfizer-BioNtech sono state somministrare con successo agli over 75. Dall’inizio di gennaio, oltre la metà dei cittadini con età superiore ai 75 anni è già stata vaccinata, e da martedì 19 gennaio ha iniziato a ricevere il vaccino anche la fascia d’età che va dai 65 ai 74 anni.

“Spero che nelle settimane a venire arrivino sempre più vaccini”, afferma Christophe Robino. “Che sia per la retrocessione da parte della Francia, in conformità con gli impegni presi, o tramite il programma COVAX** dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), o grazie all’autorizzazione di nuovi vaccini. Mi riferisco soprattutto a quello dell’azienda MODERNA, e un po’ più in là, a quelli di Astra Zeneca e di Sanofi Pasteur.” Ma per il momento, in Europa la preoccupazione e la rabbia crescono in seguito al ritardo di Pfizer e AstraZeneca nella fornitura dei vaccini contro il Covid-19, mentre le dosi per il Regno Unito non subiranno alcun ritardo.

I lavoratori che contribuiscono all’attività economica del nostro paese non devono essere dimenticati

Stéphane Valeri

Come annunciato lunedì 18 gennaio dal Consiglio nazionale, l’obiettivo del Principato è quello di vaccinare, oltre ai residenti monegaschi e stranieri, anche chi lavora a Monaco, per un totale di circa 80.000 persone. “I lavoratori che contribuiscono all’attività economica del nostro paese non devono essere dimenticati”, ha sottolineato il presidente del Consiglio Nazionale, Stéphane Valeri. “In attesa di vaccinare il numero di cittadini sufficiente, è necessario mantenere le misure di protezione” mette in guardia Christophe Robino.

Un nuovo lockdown è inevitabile?

Vista l’impennata della curva epidemiologica, moltissimi paesi europei hanno optato da gennaio per un lockdown severo (Germania, Inghilterra, Austria, Danimarca, Scozia, Grecia, Irlanda, Lituania, Pesi Bassi, Galles). E adesso che la Francia ha preso in considerazione un terzo lockdown, il Principato questa volta potrebbe seguire i suoi vicini. “Stiamo valutano se fare un nuovo lockdownha dichiarato il Principe Alberto II in occasione dell’inaugurazione del nuovo centro di vaccinazione. “È ancora un po’ presto per dirlo ma, chiaramente, se i nostri paesi vicini e alleati considereranno questa possibilità, studieremo sicuramente la questione e risponderemo nel modo più adatto per il Principato”.

*In biochimica, il sequenziamento indica il processo per la determinazione dell’esatta struttura primaria dei componenti di una macromolecola.

**COVAX è co-guidata dalla Gavi Alliance, dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) e dall’OMS. Il suo obiettivo è quello di accelerare lo sviluppo e la produzione di vaccini contro il Covid-19 e di assicurare un accesso equo su scala mondiale.

Traduzione a cura di Valentina Alia