Monaco Tribune ha incontrato Jean-François Deligeard, storico membro della polizia marittima di Monaco. Scoprite il ritratto di un abile soccorritore, esperto di immersioni, grande appassionato di sport e viaggi.

È un personaggio leggendario, con 1200 immersioni all’attivo che si appresta a issare le vele. A quasi 58 anni e dopo 32 anni di carriera nella polizia marittima (un record per Monaco), Jean-François Deligeard appenderà la divisa al chiodo a marzo del 2022, per godersi la meritata pensione. “Mi piangerà il cuore quando dovrò andarmene, inevitabilmente…” ammette sottovoce il membro più anziano della polizia monegasca. “Ma sono contento di andarmene. Trentasei anni nella polizia non sono niente male!” conclude sorridendo.

Ho nuotato per recuperarlo. Non ci siamo arresi, abbiamo cercato di rianimarlo, ma era già troppo tardi.

Bisogna ammettere che quest’uomo, originario di Saint-Denis, in provincia di Parigi, non ha lesinato sforzi durante gli anni trascorsi nel Principato. Dopo l’adolescenza in Auvergne, nella terra dei vulcani addormentati, Jean-François Deligeard è arrivato alla Rocca per entrare nella corpo di polizia monegasca all’età di 22 anni, con in tasca un diploma statale di educazione sportiva.

“Dopo quattro mesi di formazione, mi hanno subito buttato nella mischia, per le strade della città.” Questo prima del suo incontro con il destino. “Ho fatto la mia prima stagione estiva sulla spiaggia del Larvotto. L’istruttore aveva deciso di addestrarci e sottoporci al battesimo dell’immersione subacquea. È in questa occasione che hanno notato il mio profilo”. Considerato adatto agli interventi acquatici, l’ex nuotatore che ha poi giocato in prima squadra con l’AS Monaco di pallamano è stato rapidamente notato. Da lì è nata la sua vocazione.

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Interventi che segnano per sempre

Il 26 giugno 1989, all’età di 26 anni, Jean-François Deligeard entra ufficialmente nella polizia marittima di Monaco. È l’inizio di una grande avventura, contraddistinta da numerosi salvataggi indimenticabili e da interventi drammatici che lo segnano per sempre. Quelli per cui la frustrazione e il senso di ingiustizia ti corrodono per settimane. “Mi ricordo di un intervento con un ragazzino di quindici anni che stava affogando a largo di Roquebrune-Cap-Martin. Ho nuotato per recuperarlo. Non ci siamo arresi, abbiamo cercato di rianimarlo, ma era già troppo tardi. Emotivamente, quando capita a ragazzi giovani è ancora più difficile.”

Una donna si è buttata dalla diga di Fontvieille e mi ha supplicato di lasciarla morire, insultandomi.

Sono tanti gli interventi realizzati da Jean-François Deligeard in questi trentadue anni di onorato servizio nella polizia marittima. Imbarcazioni in difficoltà, altre in fiamme, elicotteri in panne o parapendii dispersi. E se alcuni incidenti hanno esiti positivi, come “questa donna che si è buttata dalla diga di Fontvieille e che mi ha supplicato di lasciarla morire insultandomi” ma che è stata poi recuperata sana e salva, altri sono più agghiaccianti.

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Soltanto poche settimane dopo essere entrato nella polizia marittima, l’uomo delle 1200 immersioni deve affrontare un primo intervento delicato. “Un sub era rimasto incastrato in una grotta a Cap d’Ail, a largo della spiaggia di la Mala” racconta. “Sfortunatamente, quando sono andato a recuperarlo nelle prime ore del mattino, era già deceduto. Riportare in superficie il corpo di un padre di famiglia a ventisette anni è un esperienza che ti segna per sempre.”

In occasione del suo ultimo intervento, qualche giorno prima di incontrarci, Jean-François Deligeard, dall’alto del suo metro e novanta, ha salvato una donna che aveva avuto un malore sulla sua barca privata, al largo di Monaco. Lui, che di solito è capitano sulle imbarcazioni, dopo essere stato chiamato come rinforzo mentre era a casa con la sua famiglia a Roquebrune-Cap-Martin, ha preso questa volta l’incarico di secondo in comando, per simboleggiare il passaggio di consegne.

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Pronto a una nuova vita

“Cerco di trasmettere tutto quello che ho imparato prima di andare in pensione”. Anche suo figlio Julien (32 anni) segue le orme del padre e fa parte della polizia marittima di Monaco. “Cerchiamo di non incontrarci troppo per evitare che entri in gioco l’aspetto affettivo durante gli interventi. Ma è un piacere poter lavorare a fianco del proprio figlio.” Anche sua figlia Léa (28 anni) è da poco entrata nella polizia monegasca.

Mi sento più a mio agio nella natura selvaggia.

Una passione intergenerazionale, che consentirà a Jean-François Deligeard di vivere i successi dei suoi figli durante la pensione, che lui non immagina come un periodo di rimorsi ma piuttosto come un’occasione unica per dedicarsi ai propri hobby. “Continuerò ad allenarmi e a nuotare” racconta sorridendo questo amante del triathlon, che ha partecipato alle leggendarie gare di triathlon di New York, Berlino e Nizza. Aggiunge: “Ho anche iniziato a strimpellare la chitarra, penso che mi ci dedicherò, come anche alla fotografia.”

Grazie ai suoi numerosi viaggi ed escursioni, il monegasco d’adozione ama trovarsi in armonia con la natura, ben lungi dal trambusto costante delle città. Ama soprattuto ripercorrere i ricordi positivi della sua regione natale, l’Auvergne.

“Questa infanzia mezza in città e mezza in campagna mi ha permesso di avere una certa maturità e di imparare molte cose sulla vita in questi due mondi completamente antagonisti. Alla fine, però, mi sento più a mio agio nella natura selvaggia.” Sono luoghi adatti a filosofare sulla vita e sulla carriera; carriera che Isabelle Castelli, capo della sezione di polizia marittima, rimpiange già. “Jean-François? Ci mancherà, questo è certo. Sarà difficile trovare un altro membro come lui, così professionale, così competente e costante nei suoi incarichi.”

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