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Intervista

International University of Monaco: i 5 segreti del suo successo

Cerimonia IUM
© International University of Monaco

Direttore da quasi dieci anni, Jean-Philippe Muller è orgoglioso di constatare che l’università monegasca attira ogni anno sempre più studenti.

Negli ultimi anni l’International University of Monaco (IUM) ha assistito a uno slancio impressionante. “Siamo passati da 200 studenti ai 700 di oggi. All’ultima cerimonia se ne sono diplomati 310. È un numero dieci volte superiore a quello di dieci anni fa”, afferma sorridendo Jean-Philippe Muller. Ma quali sono le ragioni di questo successo? L’abbiamo chiesto al direttore.

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Jean-Philippe Muller, Direttore dell’IUM © International University of Monaco

1. Monaco, una città eccezionale

La scuola ha creato un legame molto forte con l’ecosistema monegasco e questo è senza dubbio il primo punto di forza. “Realizziamo regolarmente progetti con organizzazioni e aziende del Principato”, sottolinea il direttore. Per esempio, gli studenti del Master in Luxury Management partecipano al Monaco Yacht Show all’inizio dell’anno: “per due-tre giorni scoprono il mondo della nautica di lusso”.

Gli studenti del settore moda vengono coinvolti in alcuni progetti durante la Monte-Carlo Fashion Week. Allo stesso modo, gli studenti del Master in Sports Business Management si interfacciano con l’Automobile Club de Monaco, il Gran Premio di Formula 1 di Monaco, il Rally di Monte-Carlo e lo Sportel Monaco.

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Se da un lato questi eventi di fama internazionale fanno sognare a occhi aperti, dall’altro consentono ai giovani di intrecciare rapporti privilegiati che saranno utili per i loro stage e per il loro futuro lavoro. Inoltre, l’università dispone di un servizio “carriera”, che consente di aiutare gli studenti a perfezionare il loro progetto professionale.

“Organizziamo tantissime giornate specifiche con professionisti dei diversi settori di cui ci occupiamo. Oggi, ad esempio, un rappresentante della Ferrari è alla IUM per presentare il marchio agli studenti e raccogliere alcuni CV. Raccogliamo anche offerte di stage in modo più tradizionale e abbiamo accordi con alcune aziende per far sì che incontrino i nostri studenti migliori”, aggiunge Jean-Philippe Muller.

2. Una formazione al passo con i tempi

All’inizio del prossimo anno accademico verrà lanciato un nuovo Master: il Master in gestione dello sviluppo sostenibile e dell’innovazione. “Sono molto legato a questo programma”, afferma il direttore, “perché ritengo che lo sviluppo sostenibile sia un settore importante, riconosciuto a Monaco grazie all’impegno del Sovrano”. Avrà una durata di 18 mesi, con due semestri accademici e un semestre di tirocinio.

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Mentre per alcuni corsi, come la laurea triennale, è possibile iscriversi all’università a gennaio, per i corsi di laurea magistrale (per i quali le selezioni sono già iniziate) è necessario attendere l’inizio del nuovo anno accademico a settembre. “Non cerchiamo necessariamente l’eccellenza accademica nella domanda, ma la personalità”, osserva Jean-Philippe Muller. “Come per esempio, motivazione, capacità imprenditoriale, cultura internazionale… È questo che viene preso in considerazione durante il colloquio”. Sottolineiamo che non è previsto un test per accedere alla IUM e che tutti i corsi sono tenuti in inglese.

Oltre alle lauree triennali e magistrali, l’università offre MBA e DBA, rivolti a professionisti con qualche anno di esperienza alle spalle. Il DBA, ad esempio, è un dottorato triennale per chi “vuole fare ricerca su un argomento continuando a lavorare”, spiega la direzione.

3. Una scuola a misura d’uomo

Un altro punto forte per la direzione è il volume degli studenti, che è certamente in aumento, ma resta comunque adeguato. “Siamo una scuola a misura d’uomo in un Paese a misura d’uomo. Gli studenti apprezzano molto le interazioni e l’atmosfera amichevole che si crea con gli insegnanti. I professori sono di due tipi: “trenta insegnanti fissi e 150 relatori, esperti e professionisti del settore che vengono per argomenti specifici e per poche ore”, spiega il direttore.

© International University of Monaco

Non solo i professori, ma anche gli studenti hanno la peculiarità di provenire da tutto il mondo. La scuola conta 70 nazionalità diverse. “Non c’è una nazionalità dominante, anche se c’è qualche francese e italiano in più. Quest’anno abbiamo molti studenti provenienti da Stati Uniti, Canada, Nord Europa… A volte, in una classe di 30 studenti, ci possono essere 25 nazionalità. È molto appagante per loro”, continua.

4. Preparazione all’imprenditorialità

Circa il 20% degli ex allievi della IUM avvia un’attività in proprio. “È davvero impressionante”, commenta Jean-Philippe Muller. “Mi piace dire che l’imprenditorialità è il primo datore di lavoro dei nostri studenti. Penso che faccia parte della mentalità degli studenti che lasciano il loro Paese per raggiunger il Principato, noi li guidiamo attraverso diversi eventi e corsi”.

In generale, “gli sbocchi sono molto internazionali”. Dopo il Master in Lusso, ad esempio, “i giovani laureati entrano generalmente nelle grandi catene come LVMH o Kering a Londra o Dubai… Infine, dei 4.000 ex-allievi, un quarto ha o ha avuto un lavoro a Monaco, in particolare nei settori della finanza e dello sport”.

5. Un supporto senza precedenti

Non è sempre facile trovare un alloggio in Costa Azzurra, per questo l’International University of Monaco ha sviluppato una rete di proprietari di appartamenti nel Principato. “Sono felici di affittare i loro alloggi ai giovani, quindi nel complesso i nostri studenti riescono a trovare una sistemazione. Ma mi piacerebbe avere una residenza per studenti tutta nostra. È un vero problema. L’idea è che sia vicino all’università, possibilmente in una città vicina. Perché se durante l’anno è abbastanza facile trovare una sistemazione, durante i mesi estivi è più complicato”, ammette il direttore.

Nello stesso spirito, la scuola ha creato un sistema per consentire agli studenti di iscriversi alla IUM in modo rapido e semplice. “Abbiamo personale dedicato per aiutare gli studenti con le procedure di visto, assicurazione e alloggio”, spiega il direttore. Buono a sapersi per i futuri candidati!