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Analisi

Analisi: l’AS Monaco è al top con Adi Hütter

Adi Hütter © AS Monaco

Tutti i complimenti ad Adi Hütter sono più che meritati. Grazie al secondo posto in Ligue 1, l’allenatore ha portato l’AS Monaco alla qualificazione diretta per la Champions League.

Arrivato la scorsa estate in sostituzione di Philippe Clement, il cui contratto è scaduto dopo tre sconfitte consecutive e solo quattro vittorie nelle ultime 14 partite dell’ASM, il manager austriaco con una certa esperienza ha fatto un lavoro degno di nota.

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Superare le avversità

Nonostante qualche difficoltà iniziale, con i rumors su un possibile licenziamento dovuto alle scarse prestazioni della squadra all’inizio del 2024 e all’uscita deludente dalla Coppa di Francia dopo la sconfitta contro il Rouen, la sua stagione è stata più che positiva.

“Sono davvero molto felice! È stata una stagione difficile, con alti e bassi, ma siamo riusciti ad essere all’altezza della situazione”, ha dichiarato il direttore sportivo Thiago Scuro.

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Commentando la recente vittoria contro il Montpellier, Hütter si è mostrato più che entusiasta: “Sono davvero soddisfatto. Prima di tutto, vorrei congratularmi con la mia squadra per il risultato e la vittoria di stasera. Sono davvero orgoglioso di essere l’allenatore di questo meraviglioso club e voglio ringraziare il presidente Dmitri Rybolovlev e Thiago Scuro, il nostro direttore generale, per la nostra performance, oltre a tutti i dipendenti del club. Vorrei anche fare un ringraziamento speciale a tutti i nostri tifosi che ci seguiranno la prossima stagione in Champions League!”.

Adi Hutter: Everything you need to know about the AS Monaco manager
Adi Hutter si è affermato come allenatore d’élite ai massimi livelli  @ AS Monaco

Il club ha fatto bene a sostenerlo e ad avere fiducia in lui. Ormai non c’è dubbio, nominarlo allenatore è stata una saggia decisione. Grazie alle sue consolidate abilità di gestione, ha saputo imporre la sua filosofia d’attacco e ottenere il meglio dai giocatori a sua disposizione.

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L’esperienza di un allenatore in prima linea

Con il suo approccio diretto e il suo carattere forte, Hütter può sembrare una persona difficile cui rapportarsi. L’allenatore, invece, è riuscito a dare alla squadra la sua impronta, facendo in modo che i giocatori si assumessero la responsabilità delle loro azioni. “Mi piace che la squadra abbia un gioco aggressivo, nel senso buono del termine, proattivo, con un’idea chiara di come procedere. Che voglia anche puntare alla vittoria, che abbia carattere” ha spiegato al suo arrivo.

“Devo fare in modo che tutti si incontrino, dirigere tutte queste energie verso lo stesso obiettivo. Mi piace anche mantenere un certo rapporto con i miei giocatori, parlare con loro, perché dietro ogni persona c’è un essere umano. Voglio creare un legame, perché alla fine sono i giocatori a scendere in campo, non io. E bisogna fare tutto il possibile per assicurarsi che siano tutti nelle migliori condizioni possibili”.

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Per quanto riguarda il suo rapporto con Scuro, ha aggiunto: “Ci siamo incontrati a Salisburgo e c’è stata subito una buona intesa e un buon rapporto: abbiamo parlato in particolare della professione di allenatore. Vogliamo trasmettere le stesse idee sullo stile e gli stessi principi di gioco”.

Adi Hütter è riuscito a trovare il giusto equilibrio tra giocatori giovani e di esperienza, dimostrando al contempo di essere un tattico molto preciso. Ha cambiato infatti regolarmente le sue strategie a seconda dei titolari disponibili e dell’avversario.

Adi Hütter @ AS Monaco

La scelta di optare per una difesa a tre nel recente trionfo contro il Brest, e di scegliere formazioni a quattro nelle vittorie contro il Montpellier, il Metz e l’OGC Nice, ha dato ai monegaschi un vantaggio tangibile, sottolineando al contempo il suo meticoloso processo di analisi prima di ogni partita.

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Particolare attenzione ha suscitato anche il modo in cui ha effettuato sostituzioni ben studiate per ribaltare il risultato delle partite a favore dell’AS Monaco. Un esempio è l’ingresso di Eliesse Ben Seghir (in occasione di una tripla sostituzione) che ha cambiato il risultato nella vittoria decisiva contro lo Strasburgo e l’ingresso di Maghnes Akliouche che ha dato slancio alla formazione d’attacco e chiuso la partita contro il Rodez in Coppa di Francia.

L’abilità di saper creare un senso di unità negli spogliatoi, acquisita negli oltre 15 anni di esperienza come allenatore, ma anche di saper prendere decisioni importanti, come la sostituzione di Philipp Kohn con Radoslaw Majecki, hanno indubbiamente messo in luce le sue capacità organizzative.

“Mi piace il suo lato umano e il fatto che è vicino ai suoi giocatori. C’è uno scambio costante con la squadra e soprattutto è una persona onesta. Dice quello che pensa alle persone con cui lavora, che sia positivo o negativo. Sa anche assumersi le sue responsabilità davanti ai media”, sottolinea Thilo Kehrer, difensore tedesco dell’AS Monaco.

Qualche cambiamento ancora da fare

Hütter sa che ci sono ancora punti da migliorare: le performance della squadra in casa, visto che non ha vinto tra il 3 dicembre e il 7 aprile, e le carenze in difesa, che è stata un costante punto debole e che l’ha fatta classificare come la settima miglior difesa del campionato.

Tornando alle voci sul suo possibile licenziamento, Hütter vuole evitare qualsiasi calo di performance in futuro, visto che il crollo avvenuto a metà stagione, che gli ha permesse di conquistare solo 15 punti in 11 partite, ha attirato molta attenzione sull’austriaco. La sconfitta di febbraio a Tolosa è stata un momento particolarmente difficile: gli errori in difesa, la disattenzione sul finale e l’incapacità di reagire sono stati probabilmente i punti più difficili che Hütter ha dovuto affrontare alla guida della squadra.

Per non parlare della mancanza di energia, costanza ed efficacia davanti alla porta e della tendenza a lasciare spazi vuoti alle squadre avversarie in vari momenti della stagione: l’allenatore 54enne sa bene che ci sono ancora margini di miglioramento. “Sono aperto alle critiche. Fa parte del gioco. Sono quindici anni che alleno e non ho sempre vinto. Fa parte del calcio”, ha ricordato in questo periodo turbolento.

“Mi piace stare qui, mi piace lavorare ogni giorno con i miei giocatori. Capisco le critiche. Credetemi, nessuno di noi è contento di aver fatto solo 33 punti dopo 18 partite. Abbiamo iniziato molto bene nei primi nove incontri, con 20 punti, e poi siamo peggiorati. Non siamo soddisfatti”.

Alla fine dei conti, però, gli aspetti positivi hanno superato quelli negativi, soprattutto perché non tutti i problemi dell’AS Monaco sono attribuibili a lui e molti giocatori importanti per la squadra sono stati infortunati.

Il fatto che Breel Embolo, Caio Henrique e Ben Seghir hanno saltato gran parte della stagione e che Hütter non poteva neanche contare su Wilfried Singo, Ismail Jakobs e Krepin Diatta per la Coppa d’Africa e Takumi Minamino per la Coppa d’Asia, dimostra quanto sia stato in grado di superare alla grande questi ostacoli.

Dopo aver gettato delle solide basi, sarà interessante vedere cosa riuscirà a fare l’AS Monaco nella prossima stagione sotto la guida di Hütter, sia nei tornei nazionali che in Champions League.

Thiago Scuro e Adi Hütter @ AS Monaco

“In questa stagione abbiamo attraversato tre periodi. All’inizio abbiamo fatto un calcio fantastico, poi abbiamo attraversato un momento più difficile con gli infortuni, la Coppa d’Africa e la Coppa d’Asia. La vittoria nel derby di Nizza è stata una partita di svolta che ci ha rimesso in carreggiata. Abbiamo poi battuto i nostri rivali diretti della Champions League, oltre al Brest e al Lille, e abbiamo totalizzato dieci vittorie in trasferta”, ha dichiarato Hütter durante l’ultima conferenza stampa pre-partita della stagione.

“Mi sono rallegrato molto dopo la partita a Montpellier. C’era un’atmosfera fantastica e tanta allegria in campo e nello spogliatoio. Penso che meritavamo davvero di arrivare secondi. Sono tutti molto felici di aver riportato il club in Champions League dopo sei anni di assenza”.

Ottenere il meglio dalla squadra

Una tattica che si è rivelata essenziale è stata quella di continuare a potenziare giovani talenti come Akliouche, Ben Seghir e Kassoum Ouattara, facendoli affiancare dai giocatori più anziani come Wissam Ben Yedder, Takumi Minamino e Guillermo Maripan, che sono stati altrettanto fondamentali.

Minamino, che aveva già lavorato con Hütter all’RB Salisburgo, ha potuto ritrovare il suo ritmo dopo una prima stagione mediocre nell’AS Monaco, e questo ha davvero spinto in avanti la squadra. “Il gioco di Adi Hütter corrisponde perfettamente al mio stile. Quando gioco, so perfettamente cosa vuole fare l’allenatore. È molto diverso rispetto alla scorsa stagione. La scorsa estate, inoltre, mi sono anche allenato da solo prima di ricominciare, e questo mi ha aiutato a iniziare la stagione con il piede giusto”, commenta l’internazionale giapponese.

Anche la performance dei centrocampisti Youssouf Fofana e Denis Zakaria e del difensore Wilfried Singo è stata cruciale, ed è stata evidentemente l’influenza di Hütter che li ha spinti a dare il massimo. “Ho scoperto una nuova filosofia. Mi piace questo stile di gioco che si concentra interamente sull’attacco, con un gioco di transizione. Mi piace lo spazio. È ideale per le mie qualità. In questa stagione le cose sono andate bene con il nuovo allenatore e i nuovi giocatori. Tutti possono essere pericolosi e decisivi”, ha dichiarato Fofana.

Dopo aver giocato sotto la guida di Hütter due volte in passato, allo Young Boys e al Borussia Mönchengladbach, Zakaria è assolutamente in sintonia con l’allenatore austriaco. “Ero in contatto con lui anche prima del suo arrivo e prima che scoprissi che sarebbe venuto nell’AS Monaco. Avere un allenatore con cui avevo già un buon rapporto ha reso le cose più facili. È stato un motivo in più per voler giocare con  l’AS Monaco”, ha dichiarato Zakaria.

“È un ottimo allenatore e la sua carriera parla chiaro. È la terza volta che lavoro con lui ed è sempre andata bene. Sa come gestire i giocatori e comunicare con loro. Mi piace molto anche il suo stile di gioco. Sono cose che apprezzo molto, e probabilmente non sono l’unico”.

Con l’attaccante Folarin Balogun ancora nel pieno delle forze e con il ritorno di Aleksandr Golovin, Caio Enrique e Breel Embolo, la squadra ha ottime possibilità di arrivare ancora più in alto nella prossima stagione.

E alla domanda su quale fosse stato per lui il momento migliore della stagione, la risposta dell’allenatore non poteva essere più azzeccata: “Per me il momento di svolta è stato il ritorno del derby contro il Nizza. È facile da ricordare perché quel giorno, l’11 febbraio, era il mio compleanno. Se avessimo perso quella partita, saremmo stati a sette punti dal Nizza e al quinto posto. La qualificazione alla Champions League sarebbe stata parecchio complicata. Quindi sì, credo che sia stata la vittoria più importante per l’AS Monaco in questa stagione”.

La grande performance contro l’OGC Nizza, che ha permesso di conquistare la prima vittoria dell’AS Monaco in Ligue 1 del 2024, è stata sicuramente un passo decisivo per riportare la speranza all’interno del club del Principato dopo la serie di risultati deludenti e la già citata devastante sconfitta in Coppa di Francia.

Cosa ci aspetta

Con un mercato cruciale e un precampionato in vista, la stagione 2024/2025 è carica di aspettative. Adi Hütter troverà il modo per essere all’altezza della sfida, proprio come ha fatto durante la sua prima stagione con l’AS Monaco che si può ormai definire un successo.

Per l’AS Monaco si preannuncia un anno elettrizzante guidato dalle molteplici sfaccettature di Hütter.