Lo stile semplice, la sua discrezione senza precedenti e la sua capacità di sposare il paesaggio monegasco fanno del Louis II uno stadio unico in Europa e nel mondo. Un vero e proprio monumento situato nel cuore del Principato, il Louis II è un luogo a parte.

La rinascita nel 1985

Lo stadio Louis II non è sempre stato quello che conosciamo oggi. Nel 1979, il principe Rainier III di Monaco decide di creare nel quartiere di Fontvieille uno spazio dedicato allo sport e si rivolge ad alcuni architetti parigini al fine di realizzare i progetti del complesso. È così che nel 1981 iniziano i lavori dell’attuale Louis II, che è stato inaugurato il 25 gennaio 1985. Lavori che hanno richiesto circa 120.000 m3 di cemento, 9.000 tonnellate di ferro e più di 2.000 tonnellate di struttura in acciaio su un terrapieno ricavato sul mare. L’ex stadio Louis II (1939-1985) è stato raso al suolo, lasciando il posto all’attuale centro commerciale di Fontvieille, come passaggio del testimone.

Un’architettura unica

Quale stadio può vantare un’architettura degna del Louis II? I suoi archi, la sua grande pista di atletica, il suo aspetto, un vero e proprio fiore all’occhiello nel paesaggio urbano del Principato. Passando nei pressi del Louis II, a prima vista è difficile immaginare uno stadio di calcio. La sua struttura, simile agli edifici che costellano il quartiere di Fontvieille, si adatta meravigliosamente al luogo e non stravolge in alcun modo il quartiere. Nelle serate di gioco, in cima alla Testa del Cane, promontorio situato a 550 metri di altitudine sopra Monaco, il Louis II brilla di mille luci abbastanza da abbagliare il Principato.

Il Louis II e l’AS Monaco, una vera e propria storia d’amore

Lo stadio Louis II, teatro dei più grandi successi dell’AS Monaco. Tra il club del Principato e lo stadio è un po’ come una storia d’amore, che è iniziata il 26 gennaio 1985, con una vittoria dell’AS Monaco (3-0) contro l’RC Lens. Un idillio di circa 40 anni che non è ancora pronto a concludersi. A casa sua, l’AS Monaco ha vissuto i momenti più belli della sua storia, in particolare sulla scena europea, con vittorie memorabili contro il Real Madrid (3-1) e il Chelsea (3-1), durante il percorso esaltante dei Biancorossi nella Champions League 2003-2004.

Un centro di attrezzature e attività

Se lo stadio Louis II è dotato di un campo in erba naturale di 105m x 68m e di una pista di atletica di 400m con 8 corsie, il complesso presenta la particolarità di essere situato a circa 10 metri sopra il livello della strada e di accogliere al suo interno numerose strutture. Quindi, all’interno dello stadio Louis II coesistono il centro nautico Principe Alberto II e la sua piscina olimpica, la Salle Gaston Médicin, sede del Roca Team, l’insieme degli uffici amministrativi dell’AS Monaco, il centro di formazione dell’ASM, alcune amministrazioni monegasche e un’università anglofona privata: l’International University of Monaco (IUM).

Un teatro di eventi planetari

Oltre ad ospitare regolarmente le partite della Champions League attraverso l’AS Monaco, lo stadio Louis II ha anche avuto il privilegio di organizzare la finale della Super coppa d’Europa per 15 edizioni, dal 1998 al 2012.  L’opportunità di assistere a prestigiosi manifesti dei migliori club del Vecchio Continente. Ma non è tutto. Dal 1987, lo stadio Louis II ospita l’Herculis Meeting, una tappa della Diamond League. Un incontro annuale che riunisce i più grandi atleti del pianeta, come la leggenda giamaicana dei 100m, Usain Bolt, o ancora la specialista nel salto con l’asta russa Yelena Isinbayeva, che nel 2008 ha battuto il record del mondo del salto con l’asta (5,04m) al Louis II. Dal 1993, la Salle Gaston Médicin è il teatro del torneo internazionale di judo di Monaco, mentre il centro nautico Alberto II ospita ogni anno il Mare Nostrum. All’interno dello stadio del Principato si sono svolti anche due concerti: quello degli Eagles, al matrimonio di Alberto II e di Charlène Wittstock, e quello dei Muse nell’ambito del Black Holes and Revelations Tour, il 12 luglio 2007.