Con oltre 19.000 persone per chilometro quadrato, Monaco è una delle città a più elevata densità di popolazione del mondo, non proprio il posto ideale per l’agricoltura. Nonostante ciò, Terre de Monaco è riuscita nell’impossibile. L’azienda che si occupa di agricoltura urbana è stata in grado di sfruttare 1.600 m² di terreno coltivabile in un paese di appena due chilometri quadrati.

Per coltivare frutta e verdura a Monaco bisogna partire dall’alto, e questo Jessica Sbaraglia, la mente dietro Terre de Monaco, lo sa bene. Specializzata in agricoltura urbana, la start up si occupa di installare delle coltivazioni di ortaggi sui tetti di Monaco.

Terre de Monaco nasce nel 2016: “Sei anni fa, ho chiuso la mia prima azienda e ho attraversando una sorta di crisi esistenziale. Qual è il mio scopo nella vita? Quali valori voglio rappresentare?”, ci ha confidato Jessica.

A Monaco, l’agricoltura era sparita da 150 anni

La permacultura arriva a Monaco

È stato in quel momento che si è ricordata dell’orto dei suoi genitori, con frutta e verdura dal sapore eccezionale. “Non sono più riuscita a ritrovare quel sapore”, ammette. Così, decide di mettere su un orto nel suo balcone, a scopo “terapeutico”.

Lo spazio però è poco e presto non è più sufficiente. Jessica inizia a “colonizzare” i balconi dei vicini, ed è lì che nasce l’idea di Terre de Monaco, la sua nuova azienda che trasformerà i tetti di Monaco in dei veri e propri orti. “Non erano molto convinti, pensavano che l’idea fosse un po’ ridicola. Pensavano che non avrebbe funzionato, che non c’era mercato” afferma.

Zero emissioni, zero sprechi

Oggi, Terre de Monaco coltiva frutta e verdura in cinque diversi edifici. L’orto di 400 m² sul Monte-Carlo Bay produce frutta e verdura che entra direttamente nelle cucine dello chef stellato Marcel Ravin. Un altro orto è stato installato sulla Tour Odéon, che adesso vanta 450 m² di terreno agricolo, oltre a 60 galline*, 10 arnie e circa 30 alberi da frutto. Altri orti si trovano al 14° piano del residence Ruscino e sul tetto della Fondazione Principe Alberto II di Monaco, oltre che un giardino terapeutico all’interno del Centro Ospedaliero Principessa Grace.

La frutta e la verdura di stagione, così come le uova e il miele, sono venduti agli abitanti del palazzo o a chi lavora nell’orto. “I prodotti che raccogliamo alla Tour Odéon, per esempio, li vendiamo ai residenti”, spiega Jessica. Di recente, Terre de Monaco ha ampliato i suoi servizi offrendo anche consulenze private su come creare e mantenere un orto e tenendo diversi workshop formativi nelle scuole.

Sono convinta che l’agricoltura urbana abbia un grande futuro

Un concept che andrà lontano

Terre de Monaco è anche riuscita a esportare il suo concept, accogliendo in famiglia la nuova arrivata Terre de Nice.

“Stiamo lavorando a una vera e propria azienda agricola che sorgerà vicino lo stadio di Nizza. La fattoria sarà divisa su sette piani, che saranno collegati da passerelle. Apriremo anche un bar ristorante che servirà i nostri prodotti”, spiega Jessica. Un progetto simile è previsto in Belgio, dove Terre de Monaco prenderà il nome di Terre de Tubize, trasformando diversi tetti, per un totale di 8.000 m², in veri e propri orti. Sono previsti anche altri progetti nelle città più vicine a Monaco, come Cap d’Ail, e in Svizzera.

Quest’anno, la pandemia ha evidenziato ancor di più le problematiche ambientali, e Jessica Sbaraglia ne è ben consapevole: “Sono convinta che l’agricoltura urbana abbia un grande futuro. Sono sempre di più le aziende che se ne occupano”.

C’è qualcosa di poetico in tutto questo: per riportarci alle nostre radici, Terre de Monaco ha guardato al cielo.

* Le galline aiutano anche a riciclare circa sei tonnellate di rifiuti vegetali annui derivanti dagli orti di Terre de Monaco e da altri stabilimenti di Monaco, come il Café de Paris.