Presidente della Commissione per lo sviluppo del digitale nel Consiglio Nazionale, Franck Julien ha fatto il punto sui progressi digitali del Principato. Secondo Julien, la blockchain giocherà senz’altro un ruolo fondamentale in questa rivoluzione, ma bisognerà essere pazienti.

Lo sviluppo del digitale sembra seguire una strada obbligata, la rapida democratizzazione della blockchain. È davvero essenziale per la transizione digitale?

Come tutte le rivoluzioni tecnologiche, quella della blockchain avverrà in modo progressivo. C’è chi paragona l’impatto di questa tecnologia a quello di internet. È vero, internet ha rivoluzionato completamente diversi settori, ma ci sono voluti decenni. Sarà lo stesso per la blockchain. Al momento, la questione riguarda più il posizionamento del Principato in questi settori fondamentali per l’economia. È chiaro che prima entreremo in questo nuovo ecosistema, prima aumenteremo le nostre chance di un vantaggio economico. Sarà per le sue dimensioni, per la burocrazia alleggerita, per l’agilità o per il più recente programma Extended Monaco, ma il Principato ha tutte le carte in regola per farlo.

Per il grande pubblico, il cambiamento più evidente sarà l’utilizzo delle criptovalute come metodi di pagamento

Cosa dobbiamo aspettarci? Le nostre abitudini cambieranno?

La mia risposta probabilmente vi sorprenderà, ma non ci saranno grossi cambiamenti nella vita di tutti i giorni. La blockchain sarà una tecnologia “invisibile”. Un po’ come l’intelligenza artificiale, che oggi fa parte di molte nostre abitudini senza che neanche ce ne accorgiamo. Come internet trasmette informazioni, la blockchain trasmette diritti, beni o servizi. Per il grande pubblico, il cambiamento più evidente sarà l’utilizzo delle criptovalute come metodi di pagamento. Ma attenzione, con criptovalute non si intendono necessariamente bitcoin, ethereum o ripple, le cui caratteristiche sono quelle di non essere legate a una moneta legale e non avere un riconoscimento giuridico. Piuttosto, si tratterà di stablecoin registrati dalle banche centrali e il cui valore sarà collegato a monete come l’euro, il dollaro e lo yuan.

Considerata la tecnologia più sicura al mondo, la blockchain ha conquistato diversi settori. Ma qual è la sua valenza giuridica?

Teoricamente questo aspetto è già stato risolto. La legge n°1.383 che abbiamo modificato a dicembre 2019, e che è stata ribattezzata “Legge per un Principato digitale”, riconosce il valore probatorio di un’informazione depositata nella blockchain. Resta ora il problema della pubblicazione di testi normativi. È una delle prime tematiche che ho affrontato con il nuovo Ministro di Stato, Pierre Dartout, quando ho avuto l’occasione di presentargli il lavoro della Commissione per lo sviluppo del digitale. Il Ministro, nella risposta al rapporto allegato allo studio del secondo budget rettificativo del 2020, ha preso l’impegno di far pubblicare i testi normativi di riferimento nel primo semestre del 2021.

Sulle questioni legislative, Monaco è in vantaggio rispetto agli altri paesi?

Per quanto riguarda il digitale, i nostri testi legislativi e normativi si sono spesso accontentati di quello che esisteva già, e a volte con dieci anni di ritardo. Fin dall’inizio di questo mandato, il Consiglio Nazionale ha invertito la rotta. Sono stati studiati e votati diversi testi ben strutturati. Come ho già ricordato nella domanda precedente, si tratta della legge n°1.383 per un Principato digitale, in cui è stato soprattutto definito il valore probatorio della blockchain, poi della legge n°1.483 relativa all’identità digitale e, più di recente, la legge n°1.491 relativa all’offerta di moneta. A dicembre 2019, ho presentato la proposta di legge n°246 con l’obiettivo di tokenizzare nella blockchain i titoli delle società non quotate. Il governo ha mostrato subito la sua intenzione di trasformare la proposta in un progetto di legge.

Non vedo cosa possa impedire a Monaco di trovare il suo posto nel promettente universo della blockchain

In cosa consiste questo progetto di legge?

Dopo diverse discussioni in merito al progetto di legge n°995 relativo alla tecnologia blockchain, siamo riusciti a raggiungere un accordo in cui il governo si impegna a depositare entro la fine dell’anno una legge relativa ai fornitori di servizi all’interno delle risorse digitali. Questa legge sarà essenziale per sviluppare un nuovo ecosistema di professionisti monegaschi che potrà usufruire delle innumerevoli possibilità offerte dalla blockchain, soprattutto le risorse digitali e gli “smart contract”. Oltre ai testi già citati, si dovrà probabilmente ancora riflettere sulla gestione di quelle risorse digitali che hanno caratteristiche di strumenti finanziari. Su questa tematica, la Svizzera oggi non ha rivali, ma non vedo come questo possa impedire a Monaco di trovare il suo posto nel promettente universo della blockchain.