Nonostante il traffico dei passeggeri in netto calo del 68,4%, l’aeroporto di Nizza-Costa Azzurra termina il 2020 più forte di prima. Tra lavori di modernizzazione, una nuova gestione delle attività, una politica sanitaria considerata esemplare e un particolare impegno per l’ambiente, l’aeroporto di Nizza sembra arrivare direttamente dal futuro.

La politica del terzo aeroporto più trafficato di Francia, per affrontare la crisi sanitaria ed economica legata al Covid-19, si può riassumere in tre parole: adattarsi, anticipare e mobilitare. L’aeroporto è riuscito a superare le sfide e a rispondere a tutte le nuove direttive. Inizialmente, è stato necessario introdurre diverse misure sanitarie per contenere il contagio (gel idroalcolici messi a disposizione dei viaggiatori, purificatori d’aria e sanificatori delle superfici, solo per citarne alcuni).

A queste misure, ha fatto seguito anche l’istallazione delle infrastrutture necessarie per effettuare i test PCR e antigenici. Le novità sono state accolte con favore dal ministro dei Trasporti e hanno permesso all’aeroporto di collaborare con l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) facendo da apripista per gli altri aeroporti.

Il 2020 non sarà un anno da dimenticare, ma rappresenta una pietra miliare, perché ci ha consentito di preparare l’hub per il futuro disegnando i contorni di come dovrebbe essere un aeroporto del domani.

Franck Goldnadel, presidente del consiglio di amministrazione degli Aeroporti della Costa Azzurra

Traffico in netto calo

A novembre, Franck Goldnadel, presidente del consiglio di amministrazione degli Aeroporti della Costa Azzurra aveva confidato a Monaco Tribune: “il traffico del 2019 non tornerà prima del 2024”. Oggi, i dati non smentiscono il presagio. Il traffico ha registrato un calo del 68,4%, con 4,58 milioni di passeggeri. Le generali attività di aviazione, invece, hanno subito un calo del 31,7%.