Fondatore della Shibuya Productions, società di produzione monegasca di film d’animazione e videogiochi, Cédric Biscay sta portando avanti diversi progetti, tra la promozione del 3° volume del manga Blitz e la realizzazione di un nuovo gioco interattivo. Scopriamo insieme il percorso di un imprenditore appassionato e il suo stretto legame con il Giappone, la patria culturale delle cose che ama di più: i manga e i videogiochi.

Questa è la storia di una passione travolgente che si trasforma in un viaggio un po’ confuso. “Da quando sono piccolo, sono appassionato di Dragon Ball Z e Holly e Benjii”, racconta Cédric Biscay ancora con gli occhi che brillano, in una delle sale private del Casinò di Monte-Carlo, teatro di diverse scene del suo ultimo manga sugli scacchi, Blitz. “Ero appassionato del Club Dorothée [un programma francese], dei videogiochi. Ho subito capito che dovevo assolutamente lavorare nel settore”.

Quando il giovane nizzardo capisce che le sue passioni si sposano alla perfezione con il Giappone, l’dea di un viaggio nel paese del sol levante comincia a farsi strada. Poco dopo aver compiuto diciotto anni, il ragazzo trova qualche impiego estivo per mettere da parte un gruzzoletto. “Nel 1997, sono andato in Giappone per la prima volta”, ricorda sorridendo. “Arrivare là è stato come prendere uno schiaffo. La cultura, la convivialità, Tokyo… È follia, lo adoro!

Quasi 100 viaggi in Giappone

Il sogno, quindi, si è trasformato in realtà. Ma il giovane Cédric, partito per il Nord della Francia per studiare alla facoltà di diritto ed economia, si annoia tra i banchi dell’università e comincia a pensare al secondo viaggio. Questa volta non da turista, ma da uomo d’affari. “Sono andato al Carrefour ad Antibes e ho acquistato un abito elegante Tex [marca francese economica], con una cravatta che sembrava più un bavaglino che una vera cravatta” ride. “Nella mia testa era chiaro, volevo incontrare i presidenti degli studi di animazione giapponesi”.

Sono andato agli studios di Production I.G senza parlare una parola di giapponese.

Il problema però, è che in Giappone i protocolli sono severi. Potrebbe essere un motivo valido per frenare le aspirazioni di colui che avrebbe dovuto festeggiare il suo centesimo viaggio in Giappone nell’arco di vent’anni proprio nel 2020 (ma il Covid si è messo in mezzo). E invece no! “Sono andato agli studios di Production I.G senza parlare una parola di giapponese. Farfugliando un po’ d’inglese, io e la receptionist abbiamo fatto finta di capirci. Mi dice che non è possibile incontrare il presidente. Ma decido comunque di restare lì e aspettare”.

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Dopo sette ore di attesa, senza telefono, senza riviste né niente, Cédric Biscay, con un abito elegante decisamente troppo largo sulle spalle, attende con pazienza, finché non vede arrivare all’improvviso proprio colui che aspettava con ansia. Quella che segue è una scena surreale, un discorso tra sordi, uno scambio di sorrisi in un inglese abbozzato che porta a una conclusione inaspettata. “Avrei rappresentato la società al salone Imagina al Grimaldi Forum”. Il primo passo verso Monaco. L’avventura sta per cominciare.

Il lancio dell’IKEA in Giappone

Colpito dalla sfacciataggine del giovane, il presidente di Production I.G raccomanda Cédric Biscaye in tutto il paese. Così, nel 2002, l’imprenditore nizzardo lancia la sua prima azienda: uno studio di consulenza specializzato nel mercato giapponese. Tratta il settore agroalimentare, il design, lo sport, la moda e chi più ne ha, più ne metta. “Abbiamo per esempio aiutato IKEA Giappone a installarsi sul territorio” spiega colui che mastica appena il giapponese, quel che basta per cantare al karaoke, e che non ha mai pensato di trasferirsi definitivamente in Giappone. Perché? Perché non potrebbe mai rinunciare “al mare, al sole e al tennis, al Sud insomma”.

Quando parlavo di videogiochi e di manga, mi facevano capire che ero bravo con questa roba da bambini ma che qui ruotava tutto intorno al Gran Premio e alle celebrità.

Per far combaciare il Principato con i suoi desideri di sempre, Cédric Biscay fonda nel 2015 la società di produzione di film d’animazione e videogiochi Shibuya Productions. “Avevo iniziato a creare una piccola rete a Monaco, soprattutto grazie al Grimaldi Forum, attraverso la mostra Kyoto-Tokyo: dai samurai ai manga“, racconta l’imprenditore. “Ma di lì a immaginare di creare un’azienda a Monaco…  Quando parlavo di videogiochi e di manga, mi facevano capire che ero bravo con questa roba da bambini ma che qui ruotava tutto intorno al Gran Premio e alle celebrità. Ma quelli a cui spettava realmente prendere le decisioni mi hanno sempre sostenuto”.

Un videogioco in lingua monegasca

Sei anni dopo, la società ha pubblicato diversi film d’animazione e videogiochi, di cui uno in lingua monegasca (SwapTales: Léon! ). Grazie alla Monaco Anime Game International Conferences (MAGIC), Cédric Biscay ha potuto invitare per la prima volta a Monaco e in Francia, l’autore del manga di successo Captain Tsubasa (Holly e Benjii).

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Dopo un anno, il manga monegasco Blitz, scritto in collaborazione con l’ex campione del mondo di scacchi Garry Kasparov, si trasforma in un cartone. Un modo nuovo per far conoscere il Principato all’estero sotto una luce diversa. I suoi sogni per il futuro? “Realizzare il film di Dragon Ball Z. Ma per il momento non è fattibile dal punto di vista finanziario. Ma se un giorno la cosa cambiasse, lo farei”. Ormai è chiaro, quando si tratta di Cédric Biscay, tutto è possibile!

Traduzione a cura di Valentina Alia