Un’incredibile avventura nel cuore del deserto marocchino. Da oltre trent’anni, il Rallye Aïcha des Gazelles attira numerose partecipanti da tutto il mondo per un evento sportivo e solidale. Nove giorni di competizione e svago circondati da un paesaggio ricco di contrasti, in cui si susseguono con armonia le dune di sabbia, l’erba che sfama i cammelli e qualche rara oasi.

Raggiungere il maggior numero di punti di controllo con il minor numero di chilometri possibili: dopo il rinvio della trentesima stagione del 2020, posticipata a causa della pandemia, quest’anno il Rallye Aïcha des Gazelles è tornato. Un evento, previsto a settembre prossimo, che Manal Faxelle, rappresentante del dipartimento dell’Aisne, attende con impazienza. Questa sarà la sua quarta edizione ed è più pronta che mai!

Valorizzare il coraggio delle donne

“Ho partecipato al primo rally a quarant’anni”, ricorda Manal, madre di tre figli. “Con i tacchi alti e gli abiti eleganti che indossavo, allora non immaginavano potessi essere così avventurosa. Molti dubitavano anche delle mia capacità nell’affrontare una sfida del genere”, racconta. “Prendendo parte a questa avventura, volevo dimostrare che tutte le donne possono partecipare a una corsa automobilistica!” Il rally, d’altronde, è stato creato nel 1990 dall’imprenditrice Dominique Serra, con l’intento di mettere in luce il coraggio, l’audacia e la forza delle donne.

A settembre, Manal Faxelle sosterrà Monaco Liver Disorder, un’associazione benefica che aiuta i bambini con malattie al fegato e la cui presidentessa onoraria è la Principessa Charlène di Monaco. Un progetto che Manal Faxelle ha particolarmente a cuore, dato che suo nipote ha subito un trapianto di fegato all’età di cinque anni. “Oggi, è un adolescente in ottima forma”, afferma con sollievo.

Di fronte a questi chilometri di dune a perdita d’occhio, si prova un profondo sentimento di libertà

Manal Faxelle, concorrente del Rallye Aïcha des Gazelles

Qualche ostacolo e molta solidarietà

Ogni rally è ricco di adrenalina, lacrime, qualche tempesta di sabbia e soprattutto momenti di gioia indimenticabili. “Di fronte a questi chilometri di dune a perdita d’occhio, si prova un profondo sentimento di libertà”, ricorda l’avventuriera dal cuore grande. “Il paesaggio cambia continuamente, a volte sembra di essere su un altro pianeta”.

Ancora una volta pronta a entrare nella sua “attrezzatura da astronauta”, Manal Faxelle non vede l’ora di salire a bordo della sua Zoé elettrica. Percorrerà i 2.500 km del rally insieme alla sua nuova compagna di squadra, Lise Largillère, impaziente di perdersi ancora nel deserto, con il solo aiuto di “una cartina e una bussola” per orientarsi.

“A volte, bisogna spalare una spiaggia intera!”, afferma divertita, prima di raccontare orgogliosa della grande solidarietà che nasce ogni anno tra le diverse squadre: “non ci pensiamo due volte a fermarci per aiutare quelle partecipanti con le auto intrappolate o in panne”.

Due infermiere del CHPG pronte per l’avventura

Alcune concorrenti cominciano già a prepararsi per la 31a edizione del rally, che si terrà a marzo 2022. “Grazie al nostro lavoro, siamo abituate a gestire situazioni di stress”, raccontano Patricia Cappelli e Lorène Ilacqua, due infermiere del Centro Ospedaliero Principessa Grace di Monaco, che hanno iniziato a raccogliere fondi per la loro prima gara. “Non vediamo l’ora di vivere un’avventura che metta alla prova i nostri limiti e ci spinga a superarci!”

© Associazione Pitchouns Gazelles / Patricia Cappelli e Lorène Ilacqua parteciperanno alla 31a edizione del Rallye Aïcha des Gazelles

“Con la diffusione dello smart working e le difficoltà finanziare delle aziende in questo momento di crisi sanitaria ed economica, non è così facile trovare degli sponsor”. Attraverso la loro associazione, Pitchouns Gazelles, le due colleghe, specializzate nel campo della pediatria, sosterranno l’ONG Mission Enfance nel progetto di asilo nido nel Burkina Faso che accoglie i bambini abbandonati o orfani.

Per maggiori informazioni, visitare la pagina della squadra delle Pitchouns Gazelles e il sito internet delle Gazelles des Hauts-de-France.

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Traduzione a cura di Valentina Alia