Dopo oltre sei mesi dal passaggio della tempesta Alex, le associazioni non si fermano. La Croce Rossa monegasca punta a ridare vita alle valli colpite.

Paesi sepolti, strade sommerse e case sventrate… sono questi i segni indelebili lasciati dalla tempesta Alex, che si è abbattuta nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2020, nelle valli della Roya, della Tinea, della Vesubia e del Varo. Da allora, poco o niente è cambiato.

Oltre alle ripercussioni sociali, la catastrofe naturale ha provocato ingenti danni materiali: circa sessanta abitazioni e un centinaio di edifici sono stati distrutti. Mobilizzata fin dai primi giorni, la Croce Rossa Monegasca si occupa di far combaciare le necessità con i mezzi, così da “aiutare chi aiuta”, come sottolinea Claude Febbretti, direttore operativo delle sezioni umanitarie internazionali e dei soccorritori dell’associazione.

Tre settimane dopo il disastro, erano stati raccolti 175.000 € per le popolazioni colpite, sei mesi dopo “sono stati superati i 400.000 €”, afferma Frédéric Platini, Segretario generale della Croce Rossa monegasca.

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È il momento di ricostruire

Sono diversi mesi ormai che la Croce Rossa monegasca sta lavorando per ricollegare le ultime frazioni rimaste isolate alle arterie stradali principali. Ma lo scorso 17 aprile, la sfida dell’associazione è stata quella di aiutare una coppia di pensionati di Tenda, un comune francese. A causa della tempesta Alex, Roselyne e Gérard si sono visti portare via tutto ciò che avevano dal fango. Da allora, la loro casa è inabitabile: “abbiamo già iniziato a rimuovere i detriti, ma ce ne sono talmente tanti che non possiamo farcela da soli” ammettono.

Ricollocata da oltre sei mesi in un monolocale del centro storico, la coppia attende con pazienza che l’assicurazione ricostruisca la loro dimora. Per poter procedere, è necessario, prima di tutto, metterla in sicurezza. Un’impresa titanica a cui la Croce Rossa monegasca, e non solo, ha preso parte.

È un lavoro da certosino

50 volontari pronti alla sfida

Armati di picconi, pale e martelli, cinquanta volontari, di cui 15 della Croce Rossa monegasca, sono già a lavoro dalle nove di mattina. Il duplice obiettivo di questa giornata di mobilitazione è quello di “creare un canale di scolo in caso di nuove precipitazioni” e “rimuovere i detriti dall’abitazione per permettere i lavori di ripristino”, afferma Claude Fabbretti.

Ma l’associazione non è arrivata dal Principato a mani vuote. Il cantiere, infatti, sarebbe risultato molto più complicato senza il materiale fornito dalla Croce Rossa monegasca, in particolare un argano per carichi da cinque tonnellate. Centimetro per centimetro, i volontari puliscono la casa da cima a fondo, “è un lavoro da certosino”, esclama uno di loro.

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Croce Rossa Monaco Tempesta Alex
© Benoît Sorre

App “Aide 1 vallée”, aiuta una valle

Ma se la Croce Rossa monegasca e le altre associazioni sono riuscite a unire le forze per aiutare Roselyne e Gérard, è grazie a Nicolas. Il giorno seguente alla tempesta Alex, infatti, questo 37enne di Mentone ha lanciato l’applicazione “Aide 1 vallée”, aiuta una valle, con l’obiettivo di mettere in contatto le popolazioni colpite con i numerosi volontari. L’app è gratuita, scaricabile da tutti e semplice da utilizzare. Chi ha bisogno può postare un annuncio a seconda delle sue necessità. Grazie a “Aide 1 vallée”, dal mese di ottobre sono stati realizzati oltre 300 cantieri.

Ora, la Croce Rossa monegasca sta valutando alcuni progetti per il futuro, che possano rilanciare le valli nel lungo termine.

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