Grande promessa della sua disciplina, il pattinatore artistico monegasco ha iniziato la stagione con il piede giusto. Abbiamo deciso di ripercorrere la carriera di questo atleta ambizioso e appassionato, orgoglio del Principato in tutto il mondo.

Forse l’avrete incontrato qualche anno fa sulla pista di pattinaggio provvisoria di Port Hercule, era un bambino castano di otto anni piuttosto bravo a pattinare. Quindici anni dopo, Davide Lewton Brain è diventato l’orgoglio del Principato a livello internazionale.

C’è da dire che con una madre nella compagnia del Ballets de Monte-Carlo e un padre ex ballerino e oggi osteopata, il destino del giovane sembrava già segnato. A 23 anni, il ragazzo nizzardo, di origine italiana da parte di madre e inglese da parte di padre, difende i colori del Monaco nelle competizioni internazionali di pattinaggio artistico.

Le Olimpiadi? Il suo sogno

Studente di marketing, Davide ha partecipato di recente al campionato d’Europa che si è svolto a Tallin, in Estonia, dove ha brillato ancora una volta confermando i suoi progressi. Dopo essersi quasi qualificato per le Olimpiadi invernali, attualmente in corso a Pechino (Cina) con il Principato rappresentato da tre atleti, Davide Lewton Brain sogna di qualificarsi ai Giochi Olimpici del 2026.

Con dei genitori ballerini, Davide era geneticamente predisposto per il pattinaggio artistico

Valérie Gallo

Ma prima dell’evento olimpico, il giovane pensa ai Mondiali che si svolgeranno a marzo vicino Montpellier. “Mi restano ancora tre gare a febbraio per qualificarmi “, ci ha confidato da Sofia in Bulgaria, dove si tiene il primo di questi tre eventi, che lo ha visto guadagnarsi un secondo posto nel programma corto. “Dopo due anni frustranti a causa della pandemia da Covid-19, sono motivato a portare avanti una grande stagione”.

© Belinda Schoenberger

Appassionato di questo sport da quando l’ha scoperto all’età di otto anni sulla pista di pattinaggio all’aperto del Principato, Davide Lewton Brain è più che determinato a costruirsi una carriera e competere con avversari che hanno iniziato molto prima di lui. “Davide si è innamorato del pattinaggio non appena ha iniziato”, sorride Valérie Gallo, che lo accompagna da anni alle competizioni e che ha seguito i suoi progressi. “Con dei genitori ballerini, Davide era geneticamente predisposto per il pattinaggio artistico.

È riuscito a padroneggiare al meglio i salti grazie a questa genetica, ma oggi deve competere con ragazzi che hanno iniziato a studiare pattinaggio sul ghiaccio all’età di cinque anni. Hanno imparato a gestire tutte le difficoltà tecniche prima della pubertà e prima che il corpo si trasformasse. Quando Davide ha iniziato, il suo corpo era già cambiato. Ma è un gran lavoratore che gioca sui suoi punti di forza e ottiene risultati”.

LEGGI ANCHE: Intervista a Hugo Micallef, il re del ring dalla spiccata vena artistica

Annecy, la sua città d’adozione

Vero è che rispetto ai suoi coetanei dell’Est e del Nord Europa, e anche della Francia, crescendo Davide non ha avuto accesso alle stesse infrastrutture. Membro della Federazione monegasca di pattinaggio (FMP), all’età di quindici anni il nizzardo ha dovuto trasferirsi vicino ad Annecy per continuare la sua formazione. Una città affascinante che il ragazzo non ha più lasciato, rinomata per il suo centro storico e le sue strade acciottolate, ma anche per i numerosi canali e il lago.

Non è facile conciliare tutto, ma sono consapevole di quanto sia fortunato a praticare quotidianamente la mia passione

Davide Lewton Brain

“Non riuscivo a credere di poter vivere in una città che non avesse sbocchi sull’acqua, come Grenoble o Parigi. Quando cresci a Monaco, con il mare ogni estate, hai bisogno di una città con attività all’aria aperta”, sorride il ragazzo, che divide le sue lunghe giornate tra gli allenamenti e gli studi di marketing a distanza. “Faccio anche sessioni di preparazione fisica e mentale. Non è facile conciliare tutto, ma sono consapevole di quanto sia fortunato a praticare quotidianamente la mia passione”.

“Riservato, ma divertente e piacevole” è così che lo definisce Valérie Gallo. Il protégé della FMP non nasconde il suo orgoglio nell’indossare a testa alta i colori del Principato. “Non ci sono molti pattinatori monegaschi, quindi è sempre un piacere portare la bandiera del Principato in giro per il mondo”. Un’esperienza già indimenticabile che spera possa durare il più a lungo possibile.

LEGGI ANCHE: INCONTRO. Laura Gramaglia, promettente cavallerizza monegasca di endurance equestre