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Manfredi Lefebvre d’Ovidio lotta per proteggere la sua fortuna

Manfredi Lefebvre d'Ovidio
Manfredi Lefebvre d'Ovidio / Heritage Group Monaco

Dopo anni di battaglie legali, la faida tra fratelli potrebbe finalmente volgere al termine con il prossimo processo d’appello.

Secondo Bloomberg, il monegasco Manfredi Lefebvre d’Ovidio sarebbe coinvolto in una contesa patrimoniale. Infatti, suo fratello italiano Francesco avrebbe contestato, 20 anni fa, la proprietà della holding familiare a cui apparteneva, tra l’altro, anche la compagnia di crociere di lusso Silversea Cruises, con sede a Monaco.

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Manfredi Lefebvre, il magnate delle crociere di lusso

È alla guida del gruppo Heritage che l’italo-monegasco ha accumulato una vera e propria fortuna. L’imprenditore aveva rapidamente lasciato l’università per lavorare con il padre, Antonio, nell’azienda familiare (Silversea Cruises), che è oggi oggetto del contenzioso.

Se sotto la guida del padre l’azienda funzionava già bene, è poi con l’arrivo di Manfredi che si è sviluppata diventando un marchio di successo nel settore delle crociere di lusso. Oggi, con il gruppo Heritage, Manfredi continua a investire in numerose società, in particolare in aziende specializzate in vacanze di lusso, come l’agenzia di viaggi Abercrombie & Kent che propone safari a più di 20.000 $. Recentemente, ha iniziato anche a partecipare allo sviluppo delle energie rinnovabili con un ex banchiere di Barclays e l’amministratore delegato di Telecom Italia.

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Un’annosa questione

Francesco, fratello maggiore e professore di storia, sostiene di possedere il 52% della holding, secondo quanto riportato in documenti processuali. Nel 2001, infatti, i due fratelli avevano raggiunto un accordo che prevedeva che Francesco ricevesse una società holding, oltre ad alcune proprietà a Roma, e che Manfredi, in cambio, conservasse le sue attività nel settore delle crociere.

Tuttavia, nel 2008 Francesco dichiara che l’accordo non è stato rispettato come previsto, accusa subito smentita da Manfredi che sostiene che tutto è avvenuto secondo i patti. Il caso è stato quindi riaperto in Italia: Francesco ha chiesto la metà di Silversea Cruises o l’equivalente del 52% del prezzo delle azioni della società, ossia circa 800 milioni di euro.

Il caso, inizialmente archiviato, è stato ridiscusso quando la Corte di Cassazione italiana, nel 2018, ha riscontrato problemi con la decisione a favore di Manfredi. Gli avvocati di Francesco hanno rifiutato di commentare la vicenda, mentre i legali di Manfredi hanno dichiarato che “Manfredi ha rispettato pienamente i termini dell’accordo con il fratello. […] La richiesta di risarcimento danni è totalmente infondata”.

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Questa causa si aggiunge a quelle già intentate senza successo da Francesco in Grecia e in Germania, sempre allo scopo di riappropriarsi dell’azienda familiare Silversea Cruises. Sempre nello stesso intento, il professore ha citato in giudizio anche Royal Caribbean a Miami, nel maggio scorso. A giugno, la società americana, attuale proprietaria di Silversea, ha chiesto al giudice di archiviare il caso, sostenendo che la causa era “un tentativo di aggirare il sistema giuridico italiano”.

L’esito della vicenda dovrebbe essere noto a dicembre prossimo, in occasione del prossimo processo a Bologna.