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Intervista

Hemmels: custodi della tradizione

Hemmels Mercedes
Hemmels ha presentato quattro "rinati" modelli classici Mercedes, tra cui il primo veicolo elettrico – © Hemmels

L’azienda gallese è specializzata nella trasformazione di Mercedes d’epoca in modelli conformi ai più moderni standard, tra cui l’elettrificazione.

Nella serata di sabato 20 aprile, le cantine dell’Hotel Hermitage di Monaco hanno ospitato un evento esclusivo: l’azienda automobilstica Hemmels, di Cardiff, ha riunito alcuni ospiti per una cena VIP, offrendo loro la possibilità di ammirare quattro modelli Mercedes classici “rinati”, tra cui il loro primo veicolo elettrico.

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Anche Monaco Tribune era presente e ha avuto il piacere di intervistare il presidente e principale proprietario di Hemmels, Richard Butterfield.

Il presidente e principale proprietario di Hemmels, Richard Butterfield – © Hemmels

Custodi moderni della tradizione

Chi non si lascia conquistare da una Mercedes d’epoca? Linee eleganti, ingegneria affidabile, finiture di qualità… Hemmels crede che questi gioielli automobilistici abbiano un passato, un presente e, grazie alla loro manodopera esperta e talentuosa, anche un brillante futuro. Sul sito web di Hemmels si legge: “La nostra mission è quella di salvaguardare le macchine d’epoca e le storie iconiche che si portano dietro. Raccontiamo la storia dei nostri modelli Mercedes-Benz e ci ritagliamo un posto unico come loro custodi dei giorni nostri. In questo modo tramanderemo la storia per un’altra generazione”.

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Un atto d’amore che richiede 4000 ore di lavoro

Artigianato

La società lavora su una vasta gamma di modelli, esclusivamente Mercedes, basandosi su criteri di qualità e non di quantità. Ogni anno solo un numero selezionato di macchine, tra 12 e 20, viene restaurato da cima a fondo. Dopo aver riportato il veicolo allo stato originale, ogni dettaglio dell’auto viene ricostruito, restaurato, ricalibrato utilizzando una “tecnologia pionieristica, affidabile e sostenibile”, per poi essere manualmente riadattato secondo le specifiche del futuro proprietario e per offrirgli un’esperienza personalizzata senza precedenti. Un atto d’amore che richiede 4.000 ore di lavoro… circa un anno per ogni auto.

© Hemmels

Perché Mercedes e perché Monaco?

Richard Butterfield spiega: “Sette anni fa, ho deciso di comprare una Mercedes. Ho girato il mondo per trovare qualcuno che potesse creare esattamente ciò che avevo in mente, fin nei minimi dettagli. Qualcuno che modificasse ogni dettaglio per raggiungere la perfezione. Ho trovato un’azienda in Galles dopo esser stato negli Stati Uniti, in Germania… E l’azienda era in vendita.” Dopo averla rilevata, Butterfield ha orientato gli investimenti della società verso l’elettrificazione. “Ed è noto che Monaco è leader nell’energia verde”.

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A questo proposito, riconosce il ruolo del Principe, nonché il suo amore per le macchine: “Ama le belle macchine, macchine originali che vengono trasportate nel 21° secolo grazie all’elettrificazione”. In posti come Monaco, “la gente ama possedere una bella macchina d’epoca e guarda queste auto ritenendole originali. Allo stesso tempo, sono persone che vogliono anche mostrare che stanno facendo qualcosa” per l’ambiente.

Le nostre auto saranno dotate di un’antenna che capterà un segnale da alcuni ripetitori sparsi per la città, ricaricandosi durante la guida

Mentre giriamo intorno alla Pagoda Electric, presentata in anteprima all’evento, Butterfield spiega che la piattaforma elettrica è stata progettata per essere utilizzata negli altri modelli, dando ai clienti la possibilità di scegliere tra un modello originale a benzina e quello elettrico. Un altro legame con Monaco è rappresentato da una tecnologia all’avanguardia, sviluppata per Hemmels da un’azienda di Dubai, la prima al mondo a sviluppare la ricarica wireless.

Il presidente e principale proprietario dell’azienda gallese ci racconta che, nei prossimi due anni al massimo, le loro auto saranno dotate di un’antenna che capterà un segnale da alcuni ripetitori sparsi per la città, ricaricandosi durante la guida. L’ideale per un Paese con un’impronta ambientale ridotta come Monaco. Sebbene la tecnologia sarà inizialmente implementata solo in questo modello esclusivo, verrà poi integrata anche nelle altre auto tradizionali.

Una volta che questi modelli unici lasciano casa Hemmels, si pone naturalmente la questione della manutenzione. Avendo selezionato e modernizzato modelli del passato, Hemmels vuole che le sue auto rinate invecchino bene. “Ci siamo persino presi la briga di certificare la nostra tecnologia in modo da poter vendere un numero limitato di queste auto in tutto il mondo, così che possano essere prese in carico dai concessionari Mercedes in quanto si tratta di componenti elettrici tradizionali”.

Tuttavia, il processo di certificazione a livello globale costa milioni di sterline. “Possiamo fornire il certificato di sicurezza, la garanzia e tutto ciò che ne consegue. Non guadagniamo con la ricostruzione di queste auto, ma guadagneremo vendendo la tecnologia che abbiamo sviluppato ad altri produttori. Inoltre, alcune aziende tecnologiche utilizzano la nostra tecnologia per il loro test di sviluppo. Non c’è vetrina migliore per una nuova tecnologia di una bella auto che possa essere ammirata da tutti”, dice Butterfield.

“Quanto più la storia dell’auto sarà ricca, tanto più questa avrà valore”

Alla domanda su quale fosse la sfida principale nel restauro di questi veicoli storici, la risposta è stata “trovare i pezzi”. Si tratta, infatti, di modelli degli anni ’50 o ’60 e i componenti non esistono più. “Innanzitutto, la macchina deve essere originale”, dice Butterfield. “La riportiamo letteralmente allo stato iniziale e da lì la rifacciamo completamente. Miglioriamo tutti i vari pezzi che compongono la macchina e quando non riusciamo ad acquistarli o quando la Mercedes non li fornisce più, li facciamo noi da zero, migliori dell’originale”.

© Hemmels

Un altro step difficile è trovare auto sopravvissute perché 20 anni fa erano considerate semplicemente “macchine vecchie”. Hemmels manda persone in giro per il mondo per scovarli. “Potremo produrre le nostre auto per i prossimi 10 anni”, senza doverci preoccupare della fornitura delle 190 e 230, che sono sopravvissute nei climi secchi degli Stati Uniti. Gli altri modelli sono molto più rari e il loro valore è in costante crescita.

Le condizioni non importano perché la macchina verrà totalmente restaurata, ma è la storia che conta. Ad esempio, chi i sono stati i precedenti proprietari. “Quanto più la storia dell’auto sarà ricca, tanto più questa avrà valore”. “Abbiamo comprato una macchina in Argentina che era appartenuta a Fangio”. Un altro legame con Monaco, dove il pilota vinse diverse gare. L’auto dell’argentino fu un regalo ricevuto quando vinse il Campionato del Mondo per… la Mercedes, naturalmente.

Non esiste un cliente Hemmels tipico

Attualmente la maggior parte dei clienti Hemmels si trova negli Stati Uniti. Sono i clienti stessi a trovare l’azienda di Cardiff e non viceversa. “Vengono a sapere della nostra storia come è successo a me sette anni fa” dice il presidente. Hemmels, infatti, ricostruisce la macchina da zero, rendendola perfettamente uguale all’originale, ma dando la possibilità al cliente di richiedere finestrini elettrici, tetto apribile o moderni sistemi d’allarme…insomma tutti i moderni comfort. “La 300, ad esempio, non era mai stata dotata di aria condizionata e quindi la aggiungeremo, ma in modo che non sia visibile”.

Voglio questa macchina semplicemente perché è bella

“Oggi abbiamo due tipi di clienti” spiega Butterfield. “Alcuni dicono: ‘non voglio che sembri originale. La voglio completamente su misura.’ Altri, invece, dicono: ‘voglio che sembri esattamente come quando è uscita. Il colore era quello, la pelle era di questo colore.’ Ma la pelle che usiamo è migliore, la vernice anche”.

Il pubblico però sta cambiando. Quando Butterfield ha iniziato a collezionare auto, l’acquirente tipo era un sessantenne che comprava auto come pezzi da collezione, per ricordare i tempi passati. Un viaggio nostalgico, se vogliamo. “Ora, molti dicono: ‘voglio questa macchina semplicemente perché è bella.‘ Le donne amano particolarmente la 280 SL, ma non vogliono che abbia problemi all’accensione o i freni che non funzionano”.

Il fascino dell’autenticità e dell’unicità

Ma quindi, cosa attira i clienti? Come dice Butterfield, “chiunque ormai può comprare una macchina moderna. A Monaco ci sono Ferrari a ogni angolo. Si può richiedere una Ferrari di un colore diverso, ma sono tanti ad avere una Ferrari. Oggi il fascino sta nell’essere visti con qualcosa che nessun altro possiede.

E non c’è molta gente che possiede macchine vecchie, ma che possano essere guidate come delle Ferrari! La gente ci chiama e dice: ’Ho visto una vostra macchina, la posso comprare uguale?’ E noi rispondiamo: ’No, perché la creiamo personalizzata per il cliente’”.

Ovviamente, la personalizzazione e l’unicità hanno un prezzo. La politica tariffaria di Hemmels prevede una gamma di servizi basata sul patrimonio dell’auto originale. Uno dei modelli esposti all’Hotel Hermitage era stato acquistato negli Stati Uniti. “Aveva fatto solo 20.000 miglia. Tutte le cifre corrispondono perfettamente e questo aggiunge valore alla macchina”.

© Hemmels

Hemmels individua una macchina che si adatta a ciò che il cliente vuole farne e poi stabilisce un prezzo a seconda delle richieste del cliente. Un modello blu esposto sabato era interamente verniciato Rolls-Royce. “L’auto va più veloce e ha freni migliori. Eppure ha un aspetto molto originale. Un’auto finita come quella costa oltre 400.000 dollari”.

Dato che la raison d’être di Hemmels è quella di ricostruire macchine uniche secondo le specifiche richieste di una clientela esigente, l’azienda riceve richieste altrettanto uniche. Butterfield insiste: “Non mi permetto di giudicare il gusto degli altri, ma il nostro consiglio è: se volete far crescere il valore dell’auto, non fate follie”.

Ci ha detto che una delle auto presentate all’evento del fine settimana “tra cinque anni varrà un milione di sterline in più rispetto a oggi, perché si tratta di un modello molto raro”. Negli anni Cinquanta, la Mercedes produsse un numero molto limitato di 300SL, il top della gamma. Erano le prime vere supercar al mondo, insieme all’iconica Gullwing, il loro fiore all’occhiello. Venivano acquistate generalmente da personaggi come Cary Grant o Sophia Loren. Un’auto come questa, caratterizzata da rarità e originalità, ma portata alla perfezione, crescerà di valore”.

Proprietari famosi

Oltre a Grant, Loren e Fangio, molte delle auto che Hemmels si è dilettata nel restaurare sono appartenute a celebrità nel corso degli anni. Un modello bianco del 1975, in vendita all’evento di sabato, apparteneva agli Olympic Studios nel Regno Unito, dove registrava i suoi pezzi Shirley Bassey. Dame Shirley ha partecipato all’evento presso l’Hotel Hermitage e ha ricordato con affetto lo studio, dove l’auto era sempre presente. “Amo il romanticismo e la storia delle auto tanto quanto le auto stesse”, dice Butterfield.

Dame Shirley tra i partecipanti all’evento presso l’Hotel Hermitage – © Hemmels

I dettagli che fanno la differenza…

Per il presidente della società, a sua volta collezionista, è tutta una questione di dettagli. È stata individuata un’azienda partner che potesse prendere gli strumenti originali Mercedes, per poi riprogettarli e rielaborarli per farli funzionare in un’auto elettrica. Le auto normali hanno un tachimetro, un contagiri, un indicatore della pressione e della temperatura dell’olio. Per la versione elettrica, è stato necessario riutilizzare tutti questi quadranti come indicatore di potenza, pur mantenendo i componenti originali.

Se qualcuno chiede di avere i finestrini elettrici, lasciamo la maniglia ma la trasformiamo in un interruttore

Il modello a benzina ha un bellissimo cambio cromato. Su un’auto elettrica, ci sono solo la marcia avanti, la retromarcia e il parcheggio. Quindi, i collegamenti sono stati ripensati per funzionare in questo modo. “Sulla Mercedes, le alette parasole erano di plastica e sono orribili. Abbiamo preso della pelle di qualità e l’abbiamo cucita su un dettaglio così semplice come l’aletta parasole. Se qualcuno chiede di avere i finestrini elettrici, lasciamo la maniglia e la trasformiamo in un interruttore. Così, quando qualcuno guarda l’auto, pensa: ‘Oh, ha quei bellissimi finestrini a manovella‘”.

Al termine dell’intervista, Richard Butterfield ha dichiarato: “Monaco ci apre a un pubblico completamente nuovo per noi. Ci piacerebbe poter lavorare con persone a Monaco che desiderano un progetto su misura per la loro auto. Pensiamo che qui ci siano persone che, come me, apprezzano la perfezione dei dettagli”.

Se le versioni potenziate delle loro auto a motore termico sono già disponibili, quando possiamo aspettarci di vedere la prima Hemmel elettrica su strada? “L’unica cosa che impedisce a quest’auto di circolare a Monaco oggi è la certificazione assicurativa. L’ultimo step di test di sicurezza. Completare tutto l’iter legale e adeguarsi ai vari standard legislativi, in particolare negli Stati Uniti, per poter vendere quell’auto a qualcuno e fargliela acquistare come se stesse comprando una Tesla… è stato un viaggio epocale”. Un viaggio che dovrebbe concludersi tra circa 3 mesi e che sarà naturalmente l’inizio di una nuova avventura per queste auto restaurate. O meglio, per questi modelli d’epoca “rinati”.