Cinque nuove start-up si sono stabilite recentemente nel quartier generale di MonacoTech, facendo salire a venti il numero di progetti innovativi selezionati dall’incubatore monegasco. Il suo ruolo è di aiutare le nuove aziende a stabilirsi a Monaco e creare dei posti di lavoro.

Secondo la Treccani un incubatore è una “struttura che ha lo scopo di creare le condizioni per l’avvio di nuove imprese attraverso la condivisione di spazi, l’accesso a facilities e servizi, la vicinanza fisica tra ricercatori, imprenditori e manager”. Ed è proprio questo l’obiettivo di MonacoTech. “Ai progetti più innovativi vengono forniti uffici, locali e un programma di supporto che li aiuti a portare in vita le loro idee e a sviluppare un business sostenibile”, spiega Lionel Galfré, capo dell’organizzazione fondata nel 2017.

Imprese utili per il mondo

La prima missione dell’incubatore è quella di selezionare le startup attraverso la presentazione dei loro progetti. Per essere presi in considerazione, questi devono riguardare uno di cinque settori: yachting, sostenibilità (risparmio energetico, riciclo dell’acqua, riduzione del consumo di elettricità), MedTech (ricerca e salute), FinTech e digitale. “Cerchiamo dei progetti innovativi, prendendone in considerazione non solo la fattibilità, ma anche se sono adeguati al territorio e ai suoi valori. Per lo yachting non abbiamo dubbi, e lo stesso per la FinTech e il digitale, per il petrolio abbiamo qualche perplessità”, afferma Lionel Galfré.

MonacoTech: la fata madrina delle start-up di Monaco
Lionel Galfré, direttore di MonacoTech. @ Philippe Fitte

Da Monaco all’Expo di Dubai

Dopo aver studiato i candidati, MonacoTech crea una prima lista. Viene così organizzato un incontro video per ridurre ancora di più l’elenco. Dopo l’incontro, i finalisti vengono presentanti a una giuria composta dai professionisti e dagli imprenditori di MonacoTech che decide quali progetti arriveranno in finale. Una volta selezionati, i progetti entrano nell’incubatore, che fornisce un supporto completo finché la startup non è in grado di diventare un’azienda a sé stante con i suoi uffici.

“Offriamo alle startup la possibilità di iniziare un’attività economica senza dover creare un’azienda. Li accompagniamo attraverso tutto il processo con dei coach ben preparati che stimolano i nostri imprenditori, li aiutano a definire gli obiettivi del progetto, come finanziarlo, come rendere unica la loro azienda… In poche parole, li accompagniamo attraverso tutte le fasi della creazione di un’azienda innovativa”, spiega Lionel Galfré.

“A Monaco, c’è un legame forte tra gli operatori economici, ma anche tra questi e il governo”

MonacoTech offre ai suoi imprenditori anche un network ben radicato. “Monaco è un paese piccolo, e i legami tra gli operatori economici, e anche tra questi e il governo, sono molto forti”, afferma Galfré.

Le startup di MonacoTech faranno parte del padiglione monegasco all’Expo di Dubai, inizialmente programmato per il 2020 e ora rimandato all’anno prossimo, dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022.

Ma MonacoTech non è interessata al suo profitto. Finanziata dallo stato, l’unico scopo dell’incubatore è quello di sostenere le aziende e farle crescere, così da generare profitto e benessere nel Paese. La collaborazione tra MonacoTech e i suoi protégés si basa soprattutto sul fattore umano. “Supportare le nostre imprese sul piano economico è un’ottima cosa, ma supportarle sul piano umano è ancora meglio”, afferma Lionel Galfré.

Le cinque nuove reclute di MonacoTech:

  • Air Ion: un’azienda svizzera specializzata in droni e che produce anche un elicottero completamente elettrico.
  • Carlo: un’applicazione creata per aiutare le imprese locali basandosi sul principio del cash back.
  • Equilatéral: offre delle soluzioni per assicurarsi che le aziende e le organizzazioni siano conformi alle normative del loro settore.
  • Vizua 3D: una piattaforma interattiva e collaborativa con contenuti in 3D.
  • Pineapple: propone una tecnologia innovativa nel settore della sicurezza e della gestione dei dati.

Traduzione a cura di Valentina Alia.