A soli 21 anni, Houleye Deme è difensore centrale e capitana dell’AS Monaco Femminile. Abbiamo fatto due chiacchiere.

Quando giocava a calcio con suo fratello nel cortile, la piccola Houleye Deme non poteva neanche immaginare che la sua passione per il pallone l’avrebbe portata così lontano. E intanto…

Dopo un primo tentativo nel mondo del basket, a tredici anni la ragazza si allenava ancora in una piccola squadra della città di Le Havre, di cui è originaria. Otto anni dopo, la calciatrice ha partecipato con orgoglio alla Coppa di Francia nell’AS Monaco Femminile, dove ricopre due ruoli, capitano e difensore centrale.

Non è stata una sconfitta, ma un momento formativo 

Battute agli ottavi di finale dallo Stade de Reims il 29 gennaio, le giocatrici non hanno nulla di cui vergognarsi, anzi. “Nella partita con il Reims le ragazze hanno mostrato di avere gioco, anche contro una squadra di D1, eravamo ancora 0-0 a fine primo tempo. Il lavoro che abbiamo fatto dall’inizio dell’anno è servito a qualcosa. È stato un momento storico per la squadra e per noi! Non abbiamo mai ceduto, siamo fiere di questo percorso: non è stata una sconfitta, ma un momento formativo” aggiunge il capitano.

Attualmente in Régional 1, l’AS Monaco Femminile ha uno scopo ben preciso: salire in D2 l’anno prossimo. “Penso che siamo partite con il piede giusto. Siamo molto severe, sempre puntuali agli allenamenti, diamo il meglio di noi per raggiungere l’obiettivo!”

Migliorare di giorno in giorno

Partecipare alla Coppa di Francia si è rivelato quindi un grande insegnamento. “Ci ha permesso di affrontare diverse squadre, è stata una bella avventura! Abbiamo potuto giocare tutte le domeniche da settembre, restare attive e conoscere i livelli delle altre squadre francesi, soprattutto quelle più grandi”, aggiunge Houleye.

La ragazza, diplomata in commercio internazionale e attualmente assistente commerciale, spera un giorno di riuscire a vivere di calcio.

houleye-deme-as-monaco
© Marcellofotography06

L’AS Monaco è una squadra veramente solidale, dove ci si sente in famiglia

E per migliorare ancora il suo livello, si ispira alle giocatrici di altre squadre, i suoi modelli nella vita quotidiana. “Non guardo tanto le partite di calcio, so che è paradossale”, sorride. “Ma ho delle amiche che sono calciatrice professioniste e, visto che siamo molto vicine, se ho bisogno di un consiglio preferisco rivolgermi a loro. Non ho mai avuto un poster di un giocatore in particolare appeso al muro”.

Capitana della squadra fin dal suo arrivo nel 2019, Houleye Deme tiene molto al suo ruolo: “Ero già stata capitana di riserva nella mia vecchia squadra, quindi so quali responsabilità comporta. È un onore portare la squadra “sulle proprie spalle”. Vuol dire che le ragazze, l’allenatore e il club contano su di me, soprattutto in campo. L’AS Monaco è una squadra veramente solidale, dove ci si sente in famiglia, siamo tutte amiche e sappiamo che se qualcuna di noi ha un problema le altre saranno lì ad aiutarla”.

Trasmettere i valori del calcio

Dinamica e motivata, nonostante l’agenda già piena Houleye ha deciso anche di allenare le giovani reclute dell’AS Monaco. “Mi occupo dei bambini di otto anni, prima allenavo le bambine. Va molto bene, sto bene qui a Monaco”, ci confida.

Un’ulteriore esperienza che le consente di trasmettere i valori di questo sport, per lei davvero essenziali. “Mi piacciono gli sport di squadra, non siamo da soli… Se una ragazza della squadra non sta bene, ci aiutiamo a vicenda. E poi il calcio richiede molta disciplina, molto rigore, per restare 90 minuti o più in campo. Le persone pensano che il calcio sia solo correre dietro a un pallone, ma è molto più complicato di così”.

Spesso mi trattavano come un ragazzo mancato perché giocavo a calcio, ma non ci facevo caso

houleye-deme-as-monaco-femminile
© Marcellofotography06

Houleye non è una tipa che si lascia abbattere dagli stereotipi, compresi quelli che ha la società sulle bambine che giocano a calcio. “Spesso mi trattavano come un ragazzo mancato perché giocavo a calcio, ma non ci facevo caso. Per fortuna ho sempre avuto il sostegno della mia famiglia. Mi hanno supportato fin dall’inizio, mi inviavano sempre dei messaggini prima delle partite…”, racconta.

La giovane calciatrice ha un messaggio per tutte le bambine e le ragazze che vorrebbero lanciarsi in questo sport: “Vorrei dirgli di avere fiducia in loro stesse, è molto importante. A volte possiamo pensare di non essere all’altezza, ci chiediamo se riusciremo a farcela… Ma non bisogna mai mollare, per nessun motivo”.

LEGGI ANCHE: L’AS Monaco Rugby si coniuga anche al femminile