Il CEO di Monaco Mediax ha parlato del percorso a dir poco sorprendente che l’ha portato al vertice del Festival della Televisione di Monte-Carlo e degli eventi SPORTEL.

Qualche settimana dopo il Festival della Televisione, la tensione si allenta e per Laurent Puons, CEO del gruppo Monaco Mediax che gestisce il Festival e gli eventi SPORTEL, è arrivato il momento di tirare le somme: “Stando a quanto dicono i vari partecipanti, è stata un’ottima edizione soprattutto a livello di concorso. Questo era proprio uno dei miei obiettivi principali quando ho preso le redini del Festival.

Personalmente credo che sia stata una bellissima edizione. L’unica pecca è stata non avere una superstar, come Michael Douglas nel 2019. […] Quest’anno eravamo in trattativa con John Travolta, ma abbiamo dovuto attendere per motivi di cachet e nel frattempo l’attore aveva già preso altri impegni. Sarà per la prossima volta!”.

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© Monte-Carlo Television Festival

Sicuramente la stella di Grease e La febbre del sabato sera sarà ospite del Festival in futuro perché Laurent Puons, manager determinato e ambizioso, è un vero amante delle sfide.

Manager si nasce, non si diventa.

Un nuovo slancio per il Festival e gli eventi SPORTEL

Laurent Puons, figlio di un agente di polizia al servizio del Principe Ranieri III ed Enfant du Pays naturalizzato nel 2019, si era orientato inizialmente verso la carriera sportiva: “Ero un pugile professionista. Ma quando mi sono reso conto che la boxe non mi dava da mangiare, ho dovuto iniziare a lavorare. Sono entrato in politica e ci sono rimasto per sette anni. Mi sono subito fatto strada e ho avuto grandi soddisfazioni. David Tomatis [ex presidente del Festival della Televisione, n.d.r.] stava cercando un assistente. All’epoca lavoravo nella pubblica amministrazione e nelle risorse umane e dovevo proporgli dei candidati. Alla fine mi ha chiesto se fossi interessato io al ruolo”.

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Anni dopo Laurent Puons ha assunto il comando. Fedele alle sue ambizioni, ha voluto dare nuova vita agli eventi in cui ha visto del potenziale: “Quando sono diventato CEO di Monaco Mediax mi sono concentrato sul Festival della Televisione, su SPORTEL e sugli SPORTEL Awards. Ho rivisto l’intera strategia dei tre eventi per portarli al punto in cui sono arrivati oggi”.

Se pensate che questa revisione approfondita sia il risultato di lunghi studi in materia, siete fuori strada. Laurent Puons ha imparato tutto sul campo. “Ero un pessimo studente. Faccio sempre tre incubi ricorrenti e uno di questi è tornare a scuola. Non mi interessava nulla e facevo il minimo indispensabile. Credo di non aver mai aperto un libro. Sono anche stato bocciato all’esame di maturità e mi sono diplomato a 20 anni”, ci racconta sorridendo. Questo percorso fuori dagli schemi non gli ha impedito tuttavia di intraprendere una carriera brillante e, ironia della sorte, di sposare un’insegnante.

La chiave del suo successo si racchiude in una parola: personalità. “Si può imparare a fare tutto, tranne che a dirigere. Manager si nasce, non si diventa”, ha spiegato.

Un grande progetto in cantiere

Laurent Puons ha perso il conto dei bellissimi ricordi che ha raccolto finora, anche se alcuni incontri gli sono rimasti impressi: “Ho conosciuto Mike Tyson nel 2014. Quell’anno non c’era il Principe Alberto II, perciò toccava a me consegnargli il premio dedicato all’autobiografia agli SPORTEL Awards. Quando l’ho fatto gli ho sussurrato: ‘Sai che per anni mi sono svegliato ogni giorno alle 5 di mattina per guardare i tuoi incontri di boxe che duravano appena 90 secondi?’ Si è messo a ridere e mi ha risposto: ‘Non è la prima volta che me lo dicono’.

Ho inoltre avuto l’onore di conoscere Desmond Tutu. È stato fantastico! Mi viene in mente anche Jerry Bruckheimer. Ero andato fino a Los Angeles per convincerlo a venire a Monaco. Mi ha ricevuto nel suo ufficio: mi ha fatto sedere e mi ha parlato con una semplicità e una gentilezza… Mi ha dedicato il suo tempo, anche se è uno dei più importanti produttori degli Stati Uniti!”.

Con altrettanta commozione ripensa all’apertura del Festival della Televisione 2022 al Castelroc: “Erano presenti tutti i vecchi presidenti di giuria. È stato bellissimo rivedersi tutti a Monaco. Sono stato piacevolmente sorpreso dall’affetto mostrato nei confronti del Festival e nei miei confronti… Ricky Whittle mi ha abbracciato per ben tre minuti”.

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© Monte-Carlo Television Festival

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Mentre ci chiediamo quali sono state le sue scoperte preferite del Festival, il grande fan di The Walking Dead, Braquo ed Engrenages si è innamorato inaspettatamente di due programmi: “Forse vi stupirò, ma ho molto apprezzato il documentario presentato da Jean-Charles Vinaj [Souffles de vie]. Credo fortemente nella tutela dell’ambiente e degli oceani. Questo film ci mostra ancora una volta che la situazione è grave e che se non facciamo nulla andrà sempre peggio.

È ora che tutto il mondo faccia la sua parte e che i capi di governo prendano davvero in considerazione questo problema. Abbiamo la fortuna di essere governati dal primo capo di Stato che l’ha capito. […] Una serie che mi è molto piaciuta è quella che ha aperto il Festival, Last Light, che si collega al documentario. La serie parla di terrorismo ambientale e descrive un mondo fittizio che però si avvicina molto alla realtà. Non è da escludere che dei cittadini possano iniziare ad agire al posto di alcuni governi”.

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Dopo la fine della 61ª edizione del Festival, Laurent Puons e il suo team guardano al futuro. Il prossimo progetto importante sarà “organizzare il primo evento SPORTEL a Bali a febbraio 2023, oltre a quello di Monaco e Miami. Siamo stati contattati da un’azienda indonesiana, a conferma della notorietà crescente dei nostri eventi e del nostro marchio.

Stiamo valutando di realizzare un progetto simile in America del Sud per la fine del 2023 e stiamo organizzando eventi anche per clienti esterni. La nuova sfida di Monaco Mediax è sviluppare la filiale che si occupa di prestazione di servizi Monaco Mediax Events e aumentare la presenza di SPORTEL all’estero, nei vari mercati e continenti”, ha poi aggiunto.

Ma cosa succederà quando l’avventura di Mediax volgerà al termine? Nulla di cui preoccuparsi. Laurent Puons ha spiegato: “Amo molto il mio lavoro e ci metto tanta passione. Ho un team molto partecipe al mio fianco che mi dà grandi soddisfazioni. Ma bisogna sapere quando smettere. Il giorno in cui metterò da parte la mia carriera, mi dedicherò all’Ironman, alla mia famiglia e a tante altre cose. La mia fortuna è che non mi annoio mai”.