L’arrivo del centrocampista giapponese nel Principato potrebbe rivelarsi una grossa fortuna dal punto di vista del marketing. Non solo per il club, ma anche e soprattutto per il campionato francese. Vediamo perché.

Vincent Labrune è molto soddisfatto. Il presidente della Ligue de Football Professionnel (LFP), che ha promosso la creazione di una filiale commerciale con il fondo di investimento lussemburghese CVC Capital Partners, ha un obiettivo: che la Ligue 1 sia valutata 1,8 miliardi di euro entro il 2028.

Un obiettivo che dovrà necessariamente passare attraverso un’esplosione di diritti tv per il campionato francese all’estero. Il progetto è immenso, visto che la L1 è in ritardo rispetto ad altri grandi campionati europei, come l’invincibile Premier League (4,8 miliardi di euro nel periodo 2019-2022 contro i 75 milioni di euro della L1 nel 2020).

I grandi club all’assalto dei mercati emergenti

In alcuni mercati emergenti, la Ligue 1 è ancora poco conosciuta, come per esempio l’Asia. L’arrivo di Takumi Minamino a Monaco, quindi, non poteva capitare in un momento migliore. “LFP e CVC sono assolutamente soddisfatte del suo arrivo”, afferma Jean-Pascal Gayant, economista sportivo e ricercatore al CNRS. “Contribuisce all’internazionalizzazione del campionato, alla sua attrattività e alla sua visibilità all’estero”.

La conquista di un mercato emergente, come quello asiatico, comporta necessariamente l’integrazione di giocatori giapponesi o cinesi

Luc Arrondel

Ma chi dice che più spettatori significhi automaticamente più entrate? “In economia si parla di deflusso e questo arrivo può giovare a tutti”, conferma Luc Arrondel, economista calcistico, anche lui ricercatore del CNRS e autore del libro L’argent du football.

“Per vendere un prodotto in tutto il mondo, è necessaria una strategia di localizzazione. E il City Football Group (proprietario del Manchester City) si occupa proprio di questo. La conquista di un mercato emergente, come quello asiatico, comporta necessariamente l’integrazione di giocatori giapponesi o cinesi”.

Un modello che funziona già in Germania

Paradiso per i giocatori giapponesi da oltre un decennio, la Bundesliga ha approfittato di questa influenza in Giappone per concludere diverse partnership con i paesi asiatici. Ma perché la Germania?

C’è un motivo. Il tecnico tedesco Dettmar Cramer fece un viaggio nella terra del Sol Levante negli anni ’60, in un’epoca in cui il calcio giapponese non era ancora nemmeno professionistico.

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Durante questo viaggio, sembrerebbe che Dettmar Cramer abbia affascinato il pubblico con la sua visione del calcio. Con il suo lavoro sarebbe anche riuscito a individuare i talenti locali capaci di crescere nella Bundesliga. Nel 1978, Yasuhiko Okudera è stato il primo giocatore giapponese a giocare in Europa. Dove? In Germania, ovviamente.

Da allora, i migliori giocatori del paese hanno attraversato il campionato tedesco (Shinji Kagawa, Atsuto Uchida, Shinji Okazaki, Gotoku Sakai…), molto seguito anche in Asia.

Più partite dell’AS Monaco alle 13:00 questa stagione?

Per Luc Arrondel e Jean-Pascal Gayant, il successo e gli effetti di tale operazione saranno strettamente legati alla valorizzazione di Takumi Minamino. Con una differenza di 7 ore tra Francia e Giappone, la fascia oraria della domenica alle 13:00 potrebbe consentire all’AS Monaco di ottenere visibilità.

Tanto più che il club sarà impegnato nel Campionato d’Europa (almeno in Europa League) e quindi avrà più partite di campionato da giocare la domenica.

La vendita di merchandising dell’AS Monaco dovrebbe aumentare e non escludiamo anche una vendita record di maglie in Giappone

Jean-Pascal Gayant

“È già stato fatto per la Cina”, ricorda l’autore di L’argent du Football. “Il problema di questo orario è per i tifosi, che non sempre sono propensi ad andare allo stadio così presto. Ma nel caso del Monaco, dove lo stadio non è sempre pieno, è meno vincolante”.

Questa apertura verso il Giappone è stata intrapresa anche da altri club francesi. Grazie in particolare al contributo del giapponese Hiroki Sakai, arrivato in squadra nel 2016, la stagione successiva l’Olympique de Marseille ha firmato la partnership con il colosso giapponese dell’e-commerce Rakuten.

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©AS Monaco

Alla fine del mese, il Paris Saint-Germain visiterà l’arcipelago per la prima volta dall’acquisizione del club da parte di QSI nel 2011 in occasione di un tour precampionato.

Un’opportunità per i giapponesi di incontrare Kylian Mbappé e Lionel Messi. Un modo anche per il PSG di intensificare la propria presenza in Giappone, conquistando tifosi all’estero e vendendo prodotti di merchandising.

Le prestazioni di Takumi Minamino saranno fondamentali

Le star europee adorate dai tifosi asiatici a volte mettono in ombra i loro connazionali, che in alcuni casi hanno difficoltà ad affermarsi in Europa.

“I tifosi di calcio di tutto il mondo a volte sono più interessati a giocatori come Cristiano Ronaldo, Lionel Messi o Kylian Mbappé che ai giocatori del loro paese”, afferma Jean-Pascal Gayant. Se l’AS Monaco vuole sfruttare l’effetto Takumi Minamino, il giocatore giapponese dovrà scendere in campo. Ma soprattutto dovrà giocare bene.

“Minamino è molto famoso in Giappone. È uno degli attaccanti di punta della selezione. La vendita di merchandising dell’AS Monaco dovrebbe aumentare e non si può escludere una vendita record di maglie nel Paese. Ma affinché l’eco dei media in Giappone non cada nell’oblio, è indispensabile che questo slancio continui e si intensifichi”.

Perché i giapponesi si lascino affascinare in fretta dell’ASM, Takumi Minamino dovrà quindi ritrovare lo slancio del suo esordio, quando al suo arrivo in Europa, all’RB Salisburgo nel 2014, era considerato una perla rara.

In Austria, aveva rivelato il suo talento a tutta Europa. Abbastanza per attirare il colosso del Liverpool, club in cui ha giocato poco nelle ultime tre stagioni.

“Non è un grafico in salita”, afferma Jeffan-Pascal Gayant. “Capita spesso che i giocatori asiatici facciano fatica performare nel tempo in Europa. L’integrazione e la barriera linguistica a volte sono un problema. Ma il potenziale del giocatore non manca”.

Se il Liverpool sembrava forse un gradino troppo alto da scalare, il progetto dell’AS Monaco potrebbe permettere a Takumi Minamino di esprimersi a pieno. Se così fosse, il Monaco avrà vinto la sua scommessa, sia sportiva che di marketing.