Per tutelare la popolazione, ogni settimana vengono prelevati in mare diversi campioni.

Il Principato tiene sempre sotto controllo la qualità delle acque del Mediterraneo. Le sei aree monegasche autorizzate alla balneazione sono infatti monitorate attentamente. Il motto è: acque di qualità per una nuotata in tutta tranquillità.

Da maggio a fine settembre vengono condotte numerose analisi per prevenire ogni rischio. Nicolas Bonnet, tecnico della Direzione Ambiente, ha spiegato in un’intervista di Monaco Info che “calare una sonda in mare per raccogliere parametri chimico-fisici come la salinità, l’ossigeno disciolto, il pH e la temperatura […] permette anche di risalire alla quantità di clorofilla per farsi un’idea della qualità delle acque”, elemento indispensabile per garantire la balneazione estiva.

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© Direzione della Comunicazione / Stéphane Danna

I campioni raccolti vengono analizzati in laboratorio per individuare la presenza di batteri e soprattutto i loro livelli. Ma Nicolas Bonnet ha dichiarato che “il 99% delle volte non ci sono problemi a Monaco”.

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Anche la Francia controlla le sue acque

Anche in Francia viene monitorata la qualità delle acque per garantire ai turisti e ai residenti una balneazione in tutta sicurezza.

Infatti proprio la settimana scorsa tre spiagge di Nizza (Beau Rivage, Centenaire e Le Galet) sono state chiuse per inquinamento da idrocarburi.

La causa scatenante sarebbe stata il Paglione. Le precipitazioni della settimana scorsa avrebbero provocato il rilascio di idrocarburi nel fiume, che li avrebbe poi riversati nel Mediterraneo. Oggi, stando alla brigata nautica francese, nell’area di Nizza è di nuovo possibile farsi il bagno senza correre rischi.