Visto che la fine della quarantena è iniziata il 4 maggio scorso nel Principato, gli sportivi monegaschi sono potuti tornare ad allenarsi. Ma per alcune discipline, collettive o praticate in palestra, il ritorno alla normalità non è ancora arrivato.

Ci sono i fortunati, come Lucas Catarina, che hanno potuto ritrovare il piacere dei campi da gioco. E poi c’è chi deve avere ancora un po’ di pazienza, come Kevin Crovetto, Quentin Antognelli o Hugo Micallef. “Il tennis è uno degli sport ammessi per tutti, è un bene per noi” sorride Lucas Catarina, chiaramente sollevato di aver ritrovato le sue sensazioni, con la racchetta in mano. “Riprendiamo tranquillamente. Dobbiamo recuperare la resistenza sul campo. Anche se mi sono allenato durante la quarantena, le azioni e gli sforzi sono diversi” spiega il 475° giocatore al mondo all’ATP. “Da due, tre giorni, mi sento già meglio. All’inizio, non giochi come vorresti dopo una lunga interruzione. E poi ritrovare il normale ritmo, allenandosi tutte le mattine, fa molto bene al morale, anche se la situazione è delicata, poiché non sappiamo quando saremo in grado di giocare di nuovo i tornei. L’euforia di tornare sui campi da gioco durerà ancora due o tre settimane, ma poi…”.

Competizioni ancora in sospeso

Anche se i circuiti ATP e WTA potrebbero riprendere a luglio, non è questo il caso di altre discipline come la ginnastica o la boxe, che sono praticate in palestra. “Per noi ginnasti è un po’ difficile. Non abbiamo ancora avuto l’autorizzazione per tornare in palestra. Le misure di contenimento sono difficilmente applicabili, soprattutto con gli attrezzi” spiega Kevin Crovetto. “Ma abbiamo anche avuto la fortuna di aver recuperato il materiale per riprendere l’allenamento tre, quattro volte a settimana. Dalla fine della quarantena, mi alleno dal mio personal trainer. Cerchiamo di fare sessioni tecniche in piccoli gruppi. Per quanto riguarda il lavoro fisico e muscolare, continuiamo a farlo a casa. Stiamo cercando di rimetterci in forma dopo due mesi difficili, che ci hanno fatto perdere massa muscolare e capacità motorie” racconta colui che era presente in Brasile nel 2016 durante i Giochi Olimpici di Rio. “E’ difficile proiettare e fissare obiettivi al momento, poiché non tutti i paesi si trovano nella stessa fase dell’epidemia. Faremo il punto della situazione ad agosto per fissare le scadenze”.

Situazioni diverse a seconda dei paesi

Una situazione simile è quella in cui si trova Hugo Micaleff. “E’ ancora un po’ difficile, lo stadio Louis II è chiuso”, si rammarica il pugile monegasco, che quest’anno puntava all’oro olimpico nella sua categoria ai Giochi Olimpici di Tokyo. “Al momento, mi alleno all’aperto con il mio coach. Torniamo alle basi tecniche, niente sacchi, niente ring, niente avversari. È l’unica cosa che possiamo fare. Ma è già un sollievo potersi allenare all’aperto. Non vedo l’ora di potermi allenare di nuovo in campo. In una situazione normale, dovrei andare alle Isole Canarie nelle prossime settimane. Tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione”. All’estero, la situazione è diversa in numerosi paesi. È il caso dell’Inghilterra, dove risiede il canottiere monegasco Quentin Antognelli. “Al momento, da parte mia nulla è cambiato. Mi alleno sempre a casa sulle macchine. A Oxford, siamo ancora più o meno in quarantena. Stiamo aspettando ancora la conferma della Federazione inglese di canottaggio per poter tornare sull’acqua. Al momento, in Europa, solo il Belgio, la Germania e i Paesi Bassi hanno permesso il ritorno sull’acqua per i canottieri della nazionale. Psicologicamente, ci farà molto bene tornare in acqua, anche se è ancora troppo presto per sapere quando riprenderemo le competizioni”.