Residente monegasco e pilota/ambasciatore della casa automobilistica Mercedes-AMG, Maro Engel (35 anni) ci ha raccontato la sua recente vittoria alla 24 ore di Daytona, accennando anche alla situazione attuale degli sport automobilistici, dall’endurance alla Formula E, passando chiaramente per la Formula 1.

In una giornata di sole, alla fine di un pranzo nel Principato con Stéphane Richelmi e Vincent Abril, il pilota bavarese ci ha concesso parte del pomeriggio per fare due chiacchiere sugli sport automobilistici, che da qualche anno sono in pieno cambiamento.

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Pilota e ambasciatore del marchio Mercedes-AMG in tutto il mondo e membro appassionato dei Champions for Peace, un gruppo di atleti professionisti sostenuto da Peace and Sport, Maro è cresciuto a Monaco insieme a un certo Nico Rosberg, “siamo andati all’asilo insieme e abbiamo fatto i nostri primi giri in pista a La Sarrée”. L’ultima sua conquista? Il podio della 24 ore di Daytona, in Florida, nella categoria GT3.

Il Nürburgring? È un circuito incredibile!

Maro, come ti senti dopo questa vittoria?

Mi sento orgoglioso. È una vittoria straordinaria. La prima per Mercedes-AMG a Daytona. Ci avevamo già provato in passato, ma senza successo. È sempre difficile vincere una corsa di 24 ore. Non devi solo essere il più veloce in pista, ma devi saper gestire la gara. Il team, i piloti, la vettura, quest’anno ha funzionato tutto. È fantastico. Soprattutto per Mercedes-AMG, che porta a casa la sua prima grande vittoria nell’endurance negli Stati Uniti.

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© Mercedes-AMG

Dopo Daytona e Nürburgring, ti resta solo la 24 ore di Le Mans per completare la collezione…

(Sorride) Magari! Per qualsiasi pilota, la 24 ore di Le Mans è una corsa speciale, una che tutti vogliono avere nel proprio palmare. I grandi classici, come Daytona, Spa-Francorchamps, il Nürburgring e Le Mans sono i nostri obiettivi principali. Ma per il momento, con il regolamento ancora in vigore, Le Mans non ci vuole, perché la corsa non è accessibile alle GT3. Forse in futuro sarà possibile, soprattutto con la comparsa della classe LMDh.

Finora, sei riuscito a domare diversi circuiti, alcuni tra i più leggendari del pianeta. Parlaci di Nürburgring e del giro da record al volante della Mercedes-AMG Black Series.

Questo circuito è davvero incredibile. Non trovo le parole, è davvero difficile descriverlo! È un tracciato unico al mondo, anche se Spa-Francorchamps non è da meno. Il Nürburgring appartiene a un’altra categoria: la lunghezza, le vecchie piastre di cemento, le curve a quasi 280 km/h, i salti, le salite, le discese e la foresta tutta intorno… Mi suscita sempre delle emozioni particolari. Ho conquistato 3 pole position lì e anche il record del miglior giro per Mercedes-AMG.

Il circuito non è più omologato per la Formula 1 e i prototipi, ma resta attivo per le corse di endurance. Che cosa ne pensi di questa disciplina con il nuovo regolamento?

Si prospetta un grande futuro per l’endurance. Riunire i regolamenti europei e americani è una cosa molto positiva per la disciplina. Oggi, sono molti i grandi piloti che optano per l’endurance. Penso che nei prossimi anni, diversi piloti di Formula 1 si cimenteranno in questa categoria. L’abbiamo già visto in passato con Fernando Alonso, Niko Hülkenberg e ora Kevin Magnussen.

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Per quanto riguarda i piloti più giovani, piuttosto che investire un grosso capitale per la F3 o la F2, alcuni si buttano quasi subito nelle corse di endurance, con la speranza di diventare professionisti e trovare un posto con una casa automobilistica ufficiale.

Dopo aver corso nella Formula E, cosa ne pensi della transizione energetica nell’evoluzione degli sport automobilistici?

Gli sport automobilistici hanno sempre avuto il dovere di partecipare allo sviluppo delle nuove tecnologie, per poi vederle applicate alle vetture di serie. La Formula E non è più una disciplina che avanza. Ha già dato molto in termini di evoluzione dei veicoli elettrici, con accorgimenti che ritroveremo sui modelli di tutti i giorni. È una categoria interessante, con piloti di talento e grandi case automobilistiche. Ma la Formula E non prenderà il posto della Formula 1. In futuro, possono coesistere entrambe. O almeno lo spero (sorride).

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© Mercedes-AMG

Perché?

Perché c’è qualcosa di bello in un motore termico. A livello emotivo, il rumore del motore è importante. Ma sappiamo anche che stiamo attraversando un periodo di transizione negli sport automobilistici. Abbiamo un dovere nei confronti del nostro pianeta, dobbiamo cercare di produrre meno emissioni di CO2. Oltre all’elettrico, c’è anche un’altra soluzione: il carburante sintetico. È pur sempre una speranza per il futuro, come l’idrogeno, soprattutto visto il progetto interessante sviluppato a Le Mans.

Hai partecipato al Rally di Monza l’anno scorso, nell’ultimo turno del WRC. Come è nata quest’opportunità?

Ero curioso, volevo fare questa esperienza. Sono un grande fan di tutto quello che riguarda le automobili e sono cresciuto a Monaco, non potevo che essere un appassionato di rally. Molti miei amici sono tra i migliori piloti del mondo, come Sébastien Ogier, Andreas Mikkelsen o Thierry Neuville, e me ne hanno parlato molto. Quindi, quando ho avuto il via libera da mia moglie e da Mercedes-AMG non ho esitato neanche un secondo.

Il Rally di Monte Carlo? Perché no, magari in futuro!

Che ne pensi di questa esperienza? Ti è piaciuta?

Tantissimo! Ho imparato molto. Devo dire che le condizioni erano simili a quelle di Monte-Carlo, con la pioggia, la neve e la grandine (ride).

E visto che ami i circuiti leggendari, ti piacerebbe partecipare al Rally di Monte-Carlo?

Certo, sarebbe un piacere! Me l’hanno proposto scherzando, visto che ho partecipato a un Rally di Monza che gli somigliava moltissimo (sorride). Quest’anno, il Rally di Monte-Carlo è coinciso con la 24 ore di Daytona, quindi non è stato possibile. Ma perché no, in futuro… Anche se ho ancora molto da lavorare se voglio raggiungere le velocità dei piloti che si contendono la vittoria.

Fai anche parte dei Champions for Peace della Fondazione Peace and Sport. È un ruolo che ti sta particolarmente a cuore?

Sono orgoglioso di fare parte di questo programma, al fianco di atleti di altissimo livello, per promuovere la pace attraverso lo sport. Lo sport ha un potere immenso nella nostra vita sociale. E quando vedo i tantissimi progetti realizzati da Peace and Sport, sono ancora più orgoglioso. Sono ormai 10 anni che faccio parte dei Champions for Peace e spero di continuare ancora per molto tempo!

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© Toksport WRT