Dopo la vittoria decisiva di domenica scorsa contro il Paris Saint-Germain sul campo del Parco dei Principi (0-2), la stampa di tutta Europa non ha fatto altro che elogiare la performance dei monegaschi e apprezzare la tattica scelta da Niko Kovac. Ma, oltre questa incredibile vittoria, da qualche mese la stampa europea osserva l’ASM al microscopio. Scopriamo insieme cosa dicono dell’AS Monaco oltre la frontiera.

Lunedì mattina, quasi all’unanimità, i giornali stranieri hanno parlato tutti della vittoria del Monaco e del colpo di genio architettato da Niko Kovac contro il Paris Saint-Germain (0-2). “Una lezione di tattica” secondo gli inglesi del The Guardian, mentre il giornale spagnolo AS  ha consigliato al Barcellona e a Koeman di “prendere appunti e ispirarsi al Monaco per colmare la distanza con il PSG” in occasione degli ottavi di finale di Champions Ligue. Questa stagione, l’ASM ha battuto la squadra della capitale già in due occasioni (3-2 all’andata). La strategia di Niko Kovac, quindi, non ci era proprio nuova.

Una tattica eccellente elaborata da Niko Kovac

All’andata, sotto di due a zero prima dell’intervallo, i monegaschi sono riusciti a ribaltare completamente la situazione al ritorno dagli spogliatoi, soprattutto dopo l’entrata in campo di Cesc Fabregas, e a portare a casa la vittoria (3-2). Una partita memorabile, primo successo significativo dell’allenatore croato, che è riuscito a motivare i monegaschi negli spogliatoi senza mai perdere le voglia di lottare: valori che ha trasmesso ai suoi giocatori fin dall’inizio della stagione. Questa voglia di darsi da fare e creare un vero e proprio progetto di gioco, è stata supportata da allenamenti specifici durante la settimana, vista l’assenza dal campionato europeo.

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Domenica, con una difesa malleabile, a quattro o a cinque, un centrocampo rinforzato, marcature individuali serrate, soprattutto su Mbappè, e un pressing costante sul possesso palla, i monegaschi hanno sconfitto i parigini incapaci di rispondere al gioco e di farsi strada verso la porta. Una tattica elaborata con cura durante la settimana da Niko Kovac, con il desiderio celato di non rivivere l’incubo della partita contro il Lione (4-1) a ottobre scorso. Un piano che ha funzionato a meraviglia e che, secondo l’AS, dovrebbe essere copiato da Ronald Koeman il 10 marzo prossimo in occasione dell’incontro di ritorno, anche se il Barcellona parte con un handicap di tre punti da recuperare (sconfitta 1-4 all’andata).

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Niko Kovac © AS Monaco

Un mix di giovani promesse e giocatori navigati

La vittoria al Parco dei Principi è inoltre la conferma di una tendenza che sembra essersi delineata a partire dall’inversione di rotta fatta da Oleg Petrov, prima, e da Paul Mitchel, dopo: quella di una squadra in gran parte formata da giovani talenti, accompagnati da qualche giocatore esperto. Per esempio, è stato reclutato Kevin Volland (28 anni), che a fianco di Wissam Ben Yedder (30 anni) o Cesc Fabregas (33 anni), rappresenta una giovinezza intrisa di talento, come quella di Sofiane Diop (20 anni), Benoît Badiashile (19 anni), Aurélien Tchouaméni (21 anni) e Youssouf Fofana (22 anni).

Una strategia confermata dall’arrivo della promettente ala senegalese Krépin Diatta (21 anni) quest’inverno. “Ingaggiare Krépin fa parte della nostra strategia, perché è veloce, a suo agio con la palla, aggressivo, e si sposa esattamente al nostro stile di gioco” ha dichiarato Paul Mitchell. Con una lista di nomi tra le più ricche al mondo, l’inglese dovrà di nuovo fare parlare di lui durante il calciomercato estivo, tra la gestione degli assalti delle grandi squadre europee in cerca di nuove perle monegasche e lo scovare nuove promesse del calcio mondiale che si stabiliranno nel Principato.

La selezione lungimirante a opera di un quartetto visionario ha risvegliato nella squadra francese il sogno di arrivare in Champions League.

Gary Jacob, The Times

Secondo Gary Jacob, giornalista inglese del Times, “la rinascita di Monaco accelera” proprio grazie al contributo di “quattro inglesi incaricati di riprodurre il modello di ricerca e sviluppo di giocatori aggressivi (nel senso buono del termine) che è stato applicato con successo in altre squadre”. Tutto è iniziato con Paul Mitchell, arrivato quest’estate direttamente dalla galassia Red Bull, considerato l’architetto di questo nuovo progetto, presto accompagnato da James Bunce (direttore della performance), Aeron Briggs (analisi tattica) e Laurence Stewart (responsabile selezione).

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Oleg Petrov e Paul Mitchell © AS Monaco

In un’intervista esclusiva concessa al canale tedesco Sport1 prima dell’incontro con il Paris Saint-Germain, Niko Kovac aveva condiviso alcune somiglianze tra la squadra della Rocca e il modello tedesco, di cui ormai è un esperto dopo il passaggio all’Eintracht Francoforte e al Bayern Monaco. “In termini di struttura, il Monaco si avvicina a quello che ho visto a Francoforte”, racconta. “Abbiamo un proprietario, Dmitri Rybolovlev, che ha incaricato due responsabili, Paul Mitchell e Oleg Petrov, per ridare al Monaco il posto che merita. Tre persone sono responsabili dell’area sportiva qui, e uno sono io. Paul (Mitchell) si occupa delle strutture e Oleg (Petrov) è il braccio destro del proprietario. I processi decisionali sono molto brevi. Questo rende tutto più facile”.

Ambizioni a lungo termine

Dopo il successo al Parco dei Principi, Oleg Petrov ha ricordato gli obiettivi dell’ASM per quest’anno: tornare in Coppa Europa alla fine della stagione. “Il titolo? È un obiettivo sul lungo termine, perché Dmitri Rybolovlev ha molte ambizioni per l’AS Monaco. Ma quest’anno, l’obiettivo principale è di qualificarsi per l’Europa Ligue”, ha precisato a Nice-Matin. “La squadra è giovane e in crescita. Bisogna essere cauti, perché siamo ancora in fase di ricostruzione”.

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Principe Alberto II e Dmitri Rybolovlev © AS Monaco

Il Principe Alberto II, nell’intervista concessa a Monaco Hebdo, si è mostrato molto ottimista riguardo ai “risultati incoraggianti” dell’AS Monaco. Apprezza “l’ottima dinamica” e il sistema di gioco “ben studiato”. Il Sovrano rassicura che “la vendita dell’AS Monaco non è presa in considerazione. L’azionario principale della squadra, Dmitri Rybolovlev, continua a dare il suo sostegno economico costante. È sempre della stessa idea di continuare a sostenere l’AS Monaco”. Dal canto suo, il Principe Albert II conferma l’obiettivo della squadra, ovvero quello di “raggiungere l’Europa nel breve o nel lungo termine”.

Non vogliono essere precipitosi, dunque, ma non rinunciano all’ambizione, come ha già affermato il vicepresidente e direttore generale dell’AS Monaco per CBS Sports. “Il presidente è ambizioso e la sua visione per il Monaco è chiara: riportare la squadra tra le più forti del calcio francese facendola partecipare regolarmente a competizioni europee. Possiamo contare sul coinvolgimento quotidiano del presidente e sul suo completo sostegno”. E se il Lille, il Lione o Parigi perderanno qualche punto da qui alla fine della stagione, Monaco ne potrà approfittare per avvantaggiarsi già quest’anno e avvicinarsi alle sue ambizioni a lungo termine. Perché anche se la prossima stagione non sarà in Champions Ligue, non abbiamo alcun dubbio che sarà questo il primo obiettivo della squadra per i prossimi due anni.