In occasione del lancio del numero speciale “Monaco, laboratorio della transizione energetica” della rivista Transitions & Énergies, abbiamo fatto due chiacchiere con il direttore Gil Mihaely sulla transizione energetica nel Principato.

Perché la rivista Transitions & Energies parla di Monaco?

La rivista che ho fondato con Éric Léser tre anni fa si basa su una constatazione: non salveremo il pianeta creando diverse crisi economiche, sociali e politiche. Di conseguenza, la transizione energetica a cui auspichiamo è compatibile con lo sviluppo, con l’economia di mercato e con la democrazia.

Per questo Monaco ha attirato subito la nostra attenzione, perché qui la transizione profonda e globale, quale è la transizione energetica, viene affrontata con la partecipazione e il sostegno di tutta la città: privati (cittadini, residenti, frontalieri), aziende e associazioni.

Gli attori pubblici, come la Missione per la transizione energetica o la Fondazione Principe Alberto II di Monaco, così come altre strutture, in particolare normative e finanziarie, sono alla guida del movimento, designando gli obiettivi e mettendo a disposizione le risorse. E poi, c’è questo rapporto particolare con il mare, che si traduce in energia talassotermica, una tecnologia in cui Monaco è pioniera e leader mondiale, e nel particolare interesse dimostrato, soprattutto dallo Yacht Club di Monaco, verso le nuove modalità di motorizzazione delle barche. È un’esperienza rara e preziosa che merita di spingersi ben oltre i confini del Principato.

Per farla breve, a Monaco racchiude 2 km² d’innovazione sociale, economica, tecnologica e politica (nel senso più nobile del termine). È un esempio da studiare e un laboratorio che ci permette di imparare come realizzare questa “mutazione”, allo stesso tempo vitale ed estremamente complicata, alla quale nessuno al mondo potrà sottrarsi…

>> LEGGI ANCHE: Perché il Principato scommette sull’energia talassotermica?

A chi è rivolto questo numero?

A tutta la comunità coinvolta dalla transizione energetica! Tutti vogliono comprendere come l’introduzione di tecnologie, regolamenti e misure venga accolta dagli utenti, e poi in che misura questa incida sui comportamenti e soprattutto sulle prestazioni di una comunità, in termini di riduzione delle emissioni di gas serra e, più in generale, di salvaguardia di quegli ecosistemi senza i quali la nostra specie avrà difficoltà a sopravvivere. Così, nel patto per la transizione energetica avviato dal governo del Principe, si parla di mobilità, di riscaldamento ma anche di salviette…

Questo enorme laboratorio a cielo aperto che è Monaco, è quindi interessante per chi si occupa di energia verde e a bassa emissione di carbonio (solare, geotermica, talassotermica), di mobilità (auto, bici e moto elettriche, ma anche produttori di batterie, gestori di stazioni di ricarica) e di edilizia (tutti gli edifici esistenti – residenziali, professionali, pubblici, hotel turistici – dovrebbero essere resi efficienti dal punto di vista energetico o addirittura reimmettere energia sul mercato). E naturalmente per tutti coloro che dovrebbero finanziare questi enormi progetti, verificare che sino in regola…

>> LEGGI ANCHE: TRANSIZIONI. Il futuro dei trasporti nel Principato è elettrico

Infine, i governi, le autorità locali e le associazioni che lavorano alla transizione energetica sono molto interessati a imparare dall’esperienza monegasca. Monaco ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo chiave nella transizione energetica globale, dando l’esempio e riunendo tutti gli attori per scambiarsi esperienze e pratiche o anche per lanciare progetti pilota prima di applicarli su vasta scala.

Cosa possiamo imparare da questo numero?

Per prima cosa, i non monegaschi scopriranno che Monaco ha già un ruolo importante nella transizione energetica e che è nel loro interesse seguire da vicino ciò che sta accadendo nel Principato. Speriamo che, con il tempo, nell’immaginario collettivo Monaco venga associata al tema della transizione energetica.

Più nel concreto, è utile per farsi un’idea sulle ambizioni, sui progetti e sui risultati del Principato in questo settore. Ma soprattutto, per scoprire le istituzioni monegasche (chi fa cosa) e capire come funziona il tutto nella pratica. Si tratta chiaramente solo di una panoramica, ma speriamo che questa iniziativa susciti la curiosità di tutti coloro che sono coinvolti nella transizione energetica.

Il numero speciale della rivistaTransitions & Energies è ora disponibile in edicola e online.

>> LEGGI ANCHE: TRANSIZIONI. Tra risparmio economico ed ecologia, qual è la migliore fonte di energia a Monaco?