Questo mercoledì, il nuovo allenatore dell’AS Monaco è stato presentato al centro di allenamento della squadra al fianco di Oleg Petrov e Paul Mitchell. Una prima apparizione mediatica ben riuscita.

Philippe Clement ha preso parola per la prima volta nel nuovo ruolo di allenatore del Monaco esprimendosi in un francese quasi impeccabile, se non fosse per qualche piccola imprecisione di pronuncia. Il tecnico belga, arrivato pochi giorni dopo aver lasciato il Club Bruges, ha risposto alle domande dei giornalisti per quasi un’ora. È stata l’occasione ideale per parlare del suo arrivo a Monaco, ma anche per esporre i nuovi obiettivi del club.

“Il progetto è ambizioso: abbiamo molti giocatori giovani e alcuni giocatori più navigati”, ha spiegato prima di sottolineare di voler creare una vera e propria coesione, non solo tra i calciatori ma anche tra tutti gli altri membri del club. “Voglio che formiamo una famiglia, fatta di giocatori ambiziosi che hanno solo un obiettivo: la vittoria”.

Tornare rapidamente in cima alla classifica della Ligue 1

Philippe Clement gode di un’ottima reputazione in Belgio, dove si è aggiudicato tre titoli consecutivi nel campionato belga con il Genk e con il Club Bruges. Durante l’intervista, Philippe ha fornito le prime indicazioni sui suoi principi di gioco: “Un allenatore deve sempre adattarsi alle qualità dei suoi giocatori. Ma la mia filosofia è sempre stata quella di avere una squadra dominante, orientata all’attacco e che si impegna molto”.

Quando all’allenatore, originario di Anversa, sono state rivolte domande sull’amore per il suo mestiere, ha affermato che la pressione non influenza in alcun modo la sua passione. “Ho imparato a gestirla a Bruges, dopo la vittoria a Genk. Dovevamo vincere il campionato e l’abbiamo fatto. Mi piace questo tipo di pressione perché non è negativa. È una pressione positiva, che arriva da persone che vogliono vincere”.

Philippe Clement © AS Monaco

“Philippe è un serial winner che porterà il nostro progetto ancora più lontano.”

Paul Mitchell

E non saranno Oleg Petrov e Paul Mitchell a contraddirlo. Il vicepresidente/direttore generale e il direttore sportivo dell’AS Monaco hanno ribadito le ambizioni del club. “Ci teniamo a ringraziare Niko Kovac e il suo staff per il lavoro svolto. Hanno realizzato la prima fase del nostro progetto. Auguriamo loro il meglio per il futuro”, ha precisato Petrov prima di spendere qualche parola sul nuovo allenatore del Monaco. “Philippe Clement è l’allenatore ideale per portare avanti questo progetto. La sua esperienza di giocatore e allenatore ne è la prova”.

Un’affermazione condivisa da Paul Mitchell: “Grazie al Cercle Bruges abbiamo potuto osservare attentamente il campionato belga. E le performance di Philippe Clement non ci sono sfuggite. Philippe è un serial winner che porterà il nostro progetto ancora più lontano”. Lo stesso Paul Mitchell, deluso dai risultati del Monaco ottenuti prima della pausa invernale, ha ripetuto più volte che al momento la squadra non è dove dovrebbe essere e che “sarà difficile raggiungere gli obiettivi fissati all’inizio della stagione”.

La missione principale di Philippe Clement? Puntare sui giovani

Il Monaco è ora sesto in classifica e dall’inizio della stagione non è mai stato nella top 5. La squadra è in alto mare. “C’è un detto in Inghilterra che dice che devi essere il rivale del favorito. Oggi siamo a 17 punti dal Paris Saint-Germain. È un distacco troppo grande rispetto a quello che ci eravamo prefissati”.

La direzione monegasca spera che con Philippe Clement la squadra si rimetta in sesto e riesca a raggiungere i primi posti del campionato e a ottenere buoni risultati in Europa League. Ma l’altro obiettivo stabilito dai dirigenti è quello di puntare sulla crescita dei giovani della squadra. Si tratta proprio di uno dei punti di forza di Philippe, che ha infatti permesso a Krepin Diatta di emergere giocando nel Club Bruges.

Domenica a Nantes (ore 17:00), l’allenatore belga siederà per la prima volta sulla panchina del Monaco in Ligue 1, un campionato che ha definito “fisico” e “simile al campionato belga” ma di un “livello superiore”. Tra l’altro, è un campionato che ha dovuto analizzare per tenere d’occhio il Paris Saint-Germain, che ha affrontato quest’anno in Champions League (1-1, 4-1). “È un onore allenare in Francia in uno dei cinque campionati più importanti al mondo. Non pensavo di lasciare il Club Bruges nel pieno della stagione. Ma la vita ci mette davanti opportunità che non possiamo prevedere. Quando il treno passa, bisogna prenderlo”.

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