A soli 23 anni, la giovane cantante monegasca ha lanciato il suo terzo album. L’abbiamo incontrata per fare due chiacchiere.

Grande sorriso, sguardo effervescente e una volontà da far invidia. La giovane cantante Olivia Dorato ha appena lanciato il terzo album della sua carriera: Connexion. Venti brani originali, “che si distinguono dal classico pop” e che hanno tutti un particolare significato.

Connexion parla di un periodo della mia vita abbastanza buio, dove vedevo tutto nero”, racconta la cantante. “A poco a poco ho capito che la vita non è né bella, né brutta, ma è come noi decidiamo di vederla. Quando ce ne rendiamo conto, creiamo veramente una connessione con tutto quello che ci circonda. Finiamo per amare noi stessi, amare gli altri, il nostro lavoro, la natura… Ci riconnettiamo con ciò che conta davvero”.

Ed è a partire da questa esperienza personale che Olivia Dorato ha scritto tutti i suoi testi, sia in francese che in inglese, per poi abbandonarli e lasciare posto alla libera interpretazione di chi li ascolta. Dagli eccessi tipici della gioventù, passando per le relazioni tossiche, la stima per se stessi e i tormenti della seduzione, l’album tratta diverse tematiche per fare eco ai problemi di molti.

Da piccola, ho iniziato prima a cantare che a parlare

Unica eccezione il brano L’Enfant et le pirate blanc, scritto insieme a Georges-Olivier Kalifa e composto per l’associazione Les Voiles Blanches Bettimask, che raccoglie giocattoli per i bambini ricoverati della Fondation Lenval a Nizza.

“La pepita di Monaco” sostenuta dal Principe

Olivia, invece, è particolarmente affezionata a Kiss the past, che parla della “necessità di non dimenticarsi da dove veniamo”. Una testimonianza del suo percorso che è ufficialmente iniziato nel 2013, quando la cantante aveva appena quindici anni.

È stato un tecnico del suono a scoprire l’adolescente e a proporle di registrare il suo primo album, Heartbroken. Accompagnata da musicisti professionisti, Olivia Dorato salirà presto sul palco per aprire i concerti degli artisti più famosi, come Gilbert Montagné o Kungs. “Ero nervosissima la prima volta”, ricorda. “Ero incredibilmente euforica, ridevo per niente per colpa dello stress. Per fortuna adesso va meglio. Quando sono sul palco sono a mio agio, è lì che devo essere. Cantare è il mio modo di parlare”.

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© Michael Alesi

Un debutto nel mondo della musica che ha dovuto conciliarsi con gli studi. Ora laureata in giurisprudenza, Olivia Dorato si è assicurata di avere un bagaglio solido prima di decidere di dedicarsi completamente al canto: “All’inizio, le persone che mi circondano avevano un po’ paura, ma i miei genitori pensavano che ci fosse qualcosa di speciale e mi hanno incoraggiata molto”.

L’artista non si ferma un attimo. Tra danza, pianoforte, chitarra, scrittura e composizione, Olivia vuole perfezionare la sua arte in tutti gli ambiti, come il suo idolo Justin Bieber. E come per il cantante canadese, anche la vena artistica della monegasca non ha tardato a palesarsi: “I miei genitori raccontano che da piccola ho iniziato prima a cantare che a parlare. Passavo anche il tempo a trovare il ritmo”.

Una passione che ormai anche i suoi cari incoraggiano, e non solo! Soprannominata “la pepita di Monaco” dal Presidente del Consiglio nazionale Stéphane Valeri, Olivia Dorato può vantarsi anche, e soprattutto, del sostegno del Principe Alberto II: “Ho cantato spesso a eventi in cui era presente il Principe. Quando ci vediamo ci mettiamo a parlare, so che ho il Suo sostegno e mi fa molto piacere! È la realizzazione di un sogno, è come se rappresentassi il mio paese”.

Un’artista impegnata nel sociale

Ma la musica non è il solo argomento che Olivia Dorato e il Principe Sovrano hanno in comune. La giovane donna si dedica anche a diverse cause, come la salvaguardia degli oceani con OceanoScientific, la lotta contro il cancro nei bambini con la Fondation Flavien e ancora l’impegno umanitario con Les Amis du Liban.

“Ho l’impressione di aver ricevuto un dono dal cielo e per me è importante utilizzarlo bene, per delle giuste cause. È il mio modo di aiutare”, spiega.

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© Romain Fondacaro

Dopo la diagnosi di diabete di tipo 1, una malattia autoimmune non legata all’eccessivo consumo di zuccheri, l’artista ha dovuto imparare a convivere con la patologia seguendo una cura con iniezioni quotidiane.

“Dico sempre che mi è stato dato il dono della musica per controbilanciare il fatto di aver ricevuto anche questa malattia. È chiaramente impegnativa: ci sono giorni in cui non mi sento poi così bene. Le persone la vedono come un freno, ma voglio dimostrargli che non lo è affatto: faccio sport, mi esibisco, esco, vivo la mia vita. Per me è importante continuare questa lotta, mostrare che tutto è possibile. Non mi arrendo facilmente”.

Ed è grazie a questo animo da combattente che Olivia Dorato conta di raggiungere i suoi obiettivi. “Ho la testa piena di progetti, a volte non mi fanno neanche a dormire”, ci confida. Già alle prese con il prossimo album, l’artista ha intenzione di lavorare sodo per riuscire un giorno a realizzare il suo sogno nel cassetto… una tournée negli stadi.

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