Intervista

“L’AS Monaco nel cuore”: intervista con Raymond e Marcel Viano

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Romain Boisaubert / Monaco-Tribune

Monaco Tribune dà la parola ai più devoti sostenitori dell’ASM attraverso la nuova serie: “L’AS Monaco nel cuore”. Oggi andiamo a conoscere due fratelli, fedelissimi frequentatori dello Stadio Louis II: Raymond e Marcel Viano. Il primo è abbonato dalla stagione 1965-1966. Il secondo è responsabile del club di tifosi – sezione di Roquebrune-Cap-Martin.

Com’è iniziata la vostra storia d’amore con l’AS Monaco?

R.V.: Praticamente già nella culla (sorride). Sono sempre stato appassionato di calcio. Tutto è iniziato quando ero a scuola a Beausoleil e giocavo nella squadra di Roquebrune-Cap-Martin. Ho visto la mia prima partita allo stadio Louis II negli anni ’60, per poi iniziare a fare anche le trasferte nel 1962. Sono andato da solo a Marsiglia e a Milano. Negli ’70 è stato il momento dell’Europa. Durante l’era di Jean-Louis Campora non mi sono perso nemmeno una trasferta all’estero: Sofia, Mosca, Budapest, ecc.

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M.V.: Più o meno la stessa storia per me. Durante l’infanzia ho giocato tanto a calcio e la passione per l’AS Monaco si è sviluppata naturalmente a fianco di mio fratello.

Si dice che non perdiate neanche una partita allo stadio Louis II…

R.V.: Solo in caso di forza maggiore! Cerchiamo di andare anche in trasferta quando possiamo. E ora c’è anche il Roca Team oltre all’AS Monaco.

M.V.: Siamo in pensione, non abbiamo vincoli di tempo. Se le partite di calcio e di basket saranno ad orari diversi, le guarderemo tutte.

R.V.: È straordinario il nuovo palazzetto: adesso c’è tanto entusiasmo anche per il basket. Si vede quando andiamo all’estero: si parla dell’AS Monaco, naturalmente, ma adesso ci vengono citati anche i successi del Roca Team.

Vogliamo fare in modo che la gente del comune e della regione si riunisca qui per poi andare insieme allo stadio.

Marcel Viano

Qual è stato il periodo che vi ha segnato di più?

R.V.: Quello di Campora. Non eravamo abituati a vedere i campionati europei. A quei tempi non c’erano tanti grandi club francesi in Europa, c’era solo l’AS Saint-Etienne. Il Monaco iniziava a diventarlo in quel momento e, grazie ai successi del club, abbiamo iniziato a viaggiare.

M.V.: Abbiamo apprezzato lo spirito familiare della squadra a quell’epoca: tutti i membri del club erano molto accessibili. Ma erano altri tempi: ora il calcio è cambiato, non si può più paragonare.

Com’è nata la sezione di Roquebrune-Cap-Martin del club di tifosi?

M.V.: Dopo la chiusura della sezione di Mentone nel 1985, abbiamo ricevuto l’autorizzazione di aprirne una sede qui. Da quel momento, gestiamo noi la sezione: in base alle performance del club, siamo arrivati anche a cento membri. Qui c’è davvero tanto entusiasmo per l’AS Monaco, malgrado ci siano tanti sostenitori dell’OGC Nizza e l’Olympique de Marseille, vista la vicinanza.

Qual è il ruolo della vostra sezione?

M.V.: Vogliamo fare in modo che la gente del comune e della regione si riunisca qui per poi andare insieme allo stadio. Con enorme piacere, promuoviamo l’AS Monaco ovunque e facciamo partecipare i giovani alle nostre attività. Questo è per noi fonte di grande motivazione.

R.V.: L’AS Monaco è innanzitutto un brand. Possiamo davvero essere orgogliosi di avere un club del genere. Continueremo a portare i colori della squadra in giro per il mondo.

Marcel Viano, detto “Marsou”, e Raymond Viano durante la serata per gli abbonati – © AS Monaco

Quali sono le prossime trasferte previste?

M.V.: Speriamo di qualificarci in Europa League per andare in trasferta ai sedicesimi di finale. Per il basket, siamo appena stati a Bologna e andremo a Madrid a inizio dicembre.

R.V.: A febbraio ci sarà la trasferta per i sedicesimi di finale. Vogliamo vivere dei momenti storici. Mi ricordo ancora del viaggio a Berlino nel 1989: siamo andati là una settimana prima della caduta del muro.

Qual è il più bel ricordo che avete da tifosi dell’AS Monaco?

R.V.: Ci sono stati tanti momenti emozionanti: non sono di certo quelli che mancano (ride). Ovviamente, la semifinale del 2004 contro il Chelsea che ci ha portato in finale di Champions League…

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M.V.: E anche la partita contro l’Arsenal, nella stagione 2014-2015 [vittoria dell’AS Monaco 1-3 fuori casa]!

Chi sono i giocatori che vi hanno regalato i migliori ricordi?

M.V.: Jean-Luc Ettori !

R.V.: Anche Jean Petit, ma è difficile sceglierne uno solo. Ci è piaciuto il calcio di Marcelo Gallardo, ma anche di Mark Hatelay e Glenn Hoddle. Grazie al mio lavoro [Raymond è stato per lungo tempo un quadro del Méridien Beach Plaza], ne ho visti passare tanti. Quando i giocatori arrivavano in squadra, alloggiavano per un certo periodo di tempo in hotel. Mi ricordo di John Collins: quando è arrivato, ha subito voluto imparare il francese. Ha chiesto al club di avere un interprete e, qualche mese dopo, tutta la sua famiglia parlava francese. Ora non succede più così.

E nella rosa attuale, chi è il vostro giocatore preferito?

M.V.: Wissam Ben Yedder: è il più efficace. Si è visto, ancora una volta, ieri sera [l’intervista si è svolta il giorno dopo la partita contro il Ferencvaros].

R.V.: Anche per me Wissam Ben Yedder. È un vero capitano in campo e fa la differenza ispirando fiducia. Quando è in campo lui, si tira un sospiro di sollievo perché si spera che faccia goal.

Vedere tutti quei giovani a sostenere la squadra e chiedere autografi alla fine è stato magnifico

Raymond Viano

Cosa ne pensate del progetto iniziato dopo l’arrivo di Dmitri Rybolovlev?

M.V.: Va ringraziato. Eravamo veramente in difficoltà: prima del suo arrivo, il club era totalmente in caduta libera. Il primo anno, con Luis Campos, siamo stati una squadra eccezionale: abbiamo avuto giocatori come Falcao, Bernardo Silva, James Rodriguez, Eric Abidal, Fabinho, Ricardo Carvalho… Gli obiettivi del club erano chiaramente cambiati a quel punto.

Cosa dite della stagione in corso?

R.V.: Alti e bassi… è una stagione frustrante. Penso che dovrebbero cambiare la regola del calciomercato. Alla ripresa dei campionati, il mercato dovrebbe essere chiuso.

M.V.: Facciamo punti contro le grandi e perdiamo contro le piccole. È un peccato.

Quale sarebbe il vostro più grande sogno da tifosi dell’AS Monaco?

M.V.: Tornare con più regolarità in Champions League. I campionati europei rimangono comunque di un altro livello.

R.V.: Ma questo dipende anche dall’indice UEFA: la Francia deve migliorare per avere più posti in Europa. Sicuramente, noi ce la metteremo tutta!

Quale nuovo giocatore vi ha lasciato la migliore impressione?

R.V.: Breel Embolo è quello che mi ha fatto una migliore impressione: ripongo grandi speranze in lui.

M.V.: C’è anche Mohamed Camara, ma si è visto un po’ meno.

Vi è piaciuto il primo Open Training della stagione presso il Centro di allenamento della Turbie?

M.V.: Abbiamo davvero apprezzato tutto quello che il club ha organizzato per noi, dalla serata per gli abbonati all’allenamento aperto al pubblico.

R.V.: È importante soprattutto per i giovani delle scuole e dei club vicini. Io credo tanto in questo: vedere tutti quei giovani a sostenere la squadra e chiedere autografi alla fine è stato magnifico!