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Intervista

Porsche Club Monaco: condividere una passione comune

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Jean-Nicolas Rousselot, Vicepresidente, ed Enrico Caruso, Presidente, sono il volto del Porsche Club Monaco. Alle loro spalle, l'ultimo acquisto di Enrico Caruso, una Porsche 997 Turbo. ©Monaco Tribune

Abbiamo incontrato il fondatore del Porsche Club Monaco, un’organizzazione dedicata gli amanti del marchio automobilistico tedesco nel Principato. Fondata da appassionati, per gli appassionati.

Come coltivare la passione per le auto e stare in buona compagnia? La risposta di Enrico Caruso è stata aprire un’associazione. Così, nove anni fa nasce il Porsche Club Monaco. “Uscivo spesso da solo per guidare la Porsche, ma volevo condividere questo piacere con altre persone”, spiega il presidente e fondatore dell’organizzazione.

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Prima di dare il via al progetto, una visita alla sede centrale della Porsche in Germania era d’obbligo. È da Stoccarda, infatti, che deve arrivare l’approvazione per la fondazione di un Porsche Club, ovunque esso sia. “Non ci si può definire Porsche Club senza un numero di autorizzazione e un timbro ufficiale”, spiega il vicepresidente Jean-Nicolas Rousselot. Il marchio automobilistico ha collaborato con l’associazione anche per la realizzazione del logo, dal carattere aziendale, che è stato convalidato e approvato. Ora è tutto pronto per condividere la passione per le Porsche.

Non una semplice passione per le auto

Ogni mese, il Porsche Club monegasco organizza un’uscita tra le strade dell’entroterra. L’invito è esteso a tutti i soci, anche se l’associazione autorizza un massimo di 20 auto. “Seguiamo un roadbook con 200-300 chilometri da percorrere durante la giornata. Formiamo una fila di Porsche, con un’auto di apertura in testa e una di chiusura alla fine”. Le Gole del Verdon, le Alpi, i villaggi del Var… Le auto del marchio tedesco percorrono 3000 chilometri all’anno in queste occasioni.

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Tra un’uscita e l’altra, il Club si riunisce anche in altre occasioni. “L’ultimo laboratorio riguardava le pastiglie dei freni e la loro sostituzione”, spiega Jean-Nicolas Rousselot. Un’attività completamente diversa dalle gite, ma altrettanto importante secondo il vicepresidente. “Desideriamo anche che i soci capiscano meglio le loro Porsche e imparino di più sulle auto in generale”. I partecipanti si riuniscono regolarmente in laboratori specialistici, a volte incentrati sulla carrozzeria, a volte sulla meccanica.

I soci del Porsche Club mangiano insieme dopo la visita a un’officina. © Porsche Club Monaco

Per completare l’apprendimento, alcuni incontri si tengono sui circuiti. Il programma prevede di migliorare la guida di queste auto, che hanno parecchi cavalli e una certa potenza. Per quanto riguarda le attività, la migliore organizzata dal Porsche Club di Monaco rimarrà senza dubbio la visita al museo e alla fabbrica Porsche di Stoccarda, nell’ottobre 2022, posticipata per due anni a causa della crisi sanitaria. Dato che si tratta di un’associazione senza scopo di lucro, queste attività e uscite sono organizzate nel tempo libero di tutti, i nostri due interlocutori compresi.

Amare la Porsche, amare la guida

“La prima cosa per noi è guidare e condividere questa passione (…) Quando abbiamo la possibilità di incontrare persone interessate al club, gli diciamo così: Se gli piace la Porsche e gli piace guidare…”, dice Jean-Nicolas Rousselot, “…hanno bussato alla porta giusta”, continua Enrico Caruso.

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Ad oggi, il Porsche Club di Monaco conta 70 soci, una cifra che è sempre più bassa all’inizio dell’anno, quando si deve rinnovare l’iscrizione. Puntate a cento soci? “Forse è fattibile nel 2023”, sorride il vicepresidente. Per entrare a far parte di questa (grande) famiglia, bisogna essere presentati da due soci attuali, un iter comune a molti club di questo tipo. “Ci piace prendere un caffè con chi ci contatta per entrare nel club. Gli spieghiamo la nostra visione e se la condividono, ci siamo”, spiega il fondatore del Club. Basta pagare la quota associativa annuale di 250 euro, sufficiente a finanziare un pranzo estivo, una cena di fine anno, un’assemblea generale e l’annuario, e voilà, il gioco è fatto.

Residenti ma non solo

Di questi 70 soci, “il 50% è residente nel Principato e il 50% proviene da altri Paesi, mentre il 10% è costituito da donne”, dicono. Il Club attira membri da oltre i confini di Monaco, in particolare dalla regione meridionale, ma anche da molto più lontano. “Un giorno ho ricevuto una telefonata da Guyana. La persona con cui ho parlato al telefono mi ha detto che aveva una casa a Grasse e che avrebbe voluto iscriversi (sorride). Sta lì due mesi all’anno, esce con noi e lo adora”, esclama Enrico Caruso. Tutti gli appassionati sono i benvenuti, sì, ma c’è una regola che non può essere infranta: le uscite partono tutte dal Principato.

Il presidente e il suo amico ci spiegano anche la loro politica a “porte aperte”: il Porsche Club di Monaco, infatti, accoglie regolarmente i membri dei suoi omologhi in Francia, Germania e Turchia. È un’opportunità per organizzare uscite comuni e per incontrare i proschisti di altre parti del mondo.