2km2, 38.000 abitanti e un prezzo medio che si avvicina ai 50.000 € al m2, il mercato immobiliare monegasco è unico nel suo genere: internazionale e dinamico, attira investitori da tutto il mondo. Ma come ha reagito il settore alla crisi sanitaria?

Nonostante la crisi economica mondiale, la tendenza registrata negli ultimi 10 anni, ovvero un aumento esponenziale del prezzo al m2 del 71%, non ha cambiato rotta. Il verdetto sembra essere unanime: “Abbiamo assistito a un calo delle transazioni e la clientela è principalmente locale, ma i prezzi non sono necessariamente scesi” afferma Laurent Locchi, vicedirettore di Miells & Partners – Christie’s Monaco. 

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Un’analisi condivisa da Jean-Yves Le Graverend, direttore dell’agenzia John Taylor Monaco: “Quest’anno, il numero di stranieri trasferitosi nel Principato ha subito un calo ma, dal canto nostro, lavoriamo principalmente con i residenti monegaschi. Quest’estate, gli affari non sono mancati e le transazioni sono state paragonabili a quelle dell’anno passato”.

Il vero problema a Monaco non è il rischio sanitario, né la mancanza di attrattiva del Principato

Monaco, una sicurezza in tempi di crisi

In una situazione come quella attuale, in cui le borse e i mercati sono instabili, il settore immobiliare è visto ora più che mai come un bene rifugio, tanto più nel Principato. Il motivo ce lo spiega Olivier Pradeau, economista di formazione e CEO di Monaco Properties: “Avere il domicilio fiscale a Monaco rappresenta una via d’uscita per i nostri clienti internazionali, che anticipano un eventuale aumento delle tasse post Covid nei loro paesi”.

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Alcuni non hanno neanche atteso la fine della crisi per reagire alla situazione: “Sono in trattativa per la vendita di un immobile a dei clienti americani che hanno fatto tutto a distanza”, racconta Olivier Pradeau. La stessa testimonianza arriva da Miells & Parteners- Christie’s Monaco: “Un cliente, che non avevamo mai visto prima, un giorno è entrato in agenzia per comprare un appartamento. Sapeva esattamente quello che voleva e ha fatto la sua offerta. Ci ha davvero sorpreso”.

Un mercato internazionale soggetto alle restrizioni sulla circolazione

“Il vero problema a Monaco non è il rischio sanitario, né la mancanza di attrattiva del Principato, che è riuscito a restare attivo e dinamico nonostante la situazione. Il problema che ci ritroviamo ad affrontare è quello della restrizione sulla circolazione. Quando sarà più semplice spostarsi liberamente, riprenderà tutto, in fretta e senza intoppi. I più lungimiranti reagiranno non appena possibile”, afferma Laurent Locchi.

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Secondo Olivier Pradeau assisteremo a una ripresa a forma di V, ovvero un crollo seguito da una rapida risalita: “Per mantenere la stabilità dei prezzi durante la crisi e la ripresa ci dovranno essere delle condizioni di credito interessanti”. Con un riferimento alle precedenti crisi economiche, prevede un calo del numero di transazioni nei prossimi due anni, che darebbe ai compratori maggiore potere di negoziazione. “Per i più coraggiosi, è un ottimo momento per investire a Monaco e seguire il consiglio di Nathan Rothschild, ovvero comprare al suono dei cannoni, vendere al suono delle trombe. Ma si dovrà agire in fretta, perché un nuovo aumento dei prezzi non tarderà ad arrivare”.

Traduzione a cura di Valentina Alia