A soli 23 anni, Léo de Bruyn ha lanciato l’applicazione EatIn Monaco. Frutto di un’avventura familiare, l’app è stata recentemente premiata in occasione del concorso di creazione di impresa. Vi presentiamo oggi un nuovo volto che si aggiunge alla nostra rubrica dedicata agli imprenditori locali del Principato.

Quando, il 3 dicembre scorso, Léo de Bruyn ha sentito pronunciare il suo nome come vincitore del Premio del Governo del Principe della Camera di Commercio Giovani di Monaco non poteva credere alle sue orecchie. Il fondatore e gestore di EatIn Monaco racconta: “Sono rimasto a bocca aperta, senza parole, non sapevo bene come muovermi. Ho anche rilasciato un’intervista a Monaco Info subito dopo in cui non sapevo bene cosa dire, tanto che ho dovuto riguardarla per ricordarmi cosa avevo raccontato. Ero davvero emozionato.”

Allo stesso tempo, questo ventitreenne residente monegasco e di nazionalità belga è estremamente orgoglioso. “È un grande onore per me e per tutto il team di EatIn Monaco, soprattutto alla luce dell’evoluzione costante delle condizioni sanitarie. Comunque è stata una bella avventura e ricevere questo premio è il coronamento perfetto di quest’ultimo anno.”

In effetti, nulla lasciava presupporre che questo giovane potesse creare una sua azienda così rapidamente. “È la mia prima esperienza professionale” confessa Léo de Bruyn. “Non ho studiato e, ad essere sincero, non ho neanche il diploma di maturità!”

Senza studi alle spalle, occorreva semplicemente l’idea giusta. “A Monaco mancava qualcosa: ci sono altre opzioni simili, ma più care. Esiste già la possibilità di farsi consegnare prodotti o cibo a domicilio, ma si tratta spesso di servizi di fascia alta. Io, che quando ho deciso di creare EatIn Monaco avevo vent’anni , non potevo permettermi di spendere cinquanta o sessanta euro per un pasto.”

Un’avventura familiare

Ecco come è nata l’idea di EatIn Monaco tre anni fa: un’applicazione di consegna a domicilio non solo di prodotti della ristorazione, ma anche di supermercati, farmacie o fioristi.

Ingrid, la mamma di Léo, ha subito aderito al progetto diventando co-fondatrice e gestendo con il figlio la start-up. “Abbiamo un bel rapporto e lei ha creduto fin dall’inizio nel mio progetto. Poi abbiamo contattato Laurent Guiraud, l’attuale direttore, che ha riconosciuto il potenziale dell’applicazione e del servizio e ha accettato rapidamente la nostra proposta.”

Convincere le banche, invece, è stata un’impresa più ardua. “L’investimento iniziale l’ha fatto mia mamma. Richiedere altri aiuti finanziari è stato difficile perché la maggior parte della banche ha apprezzato la nostra idea ma non ha mai soddisfatto la nostra richiesta, fino a che non abbiamo trovato LA banca disposta finalmente ad aiutarci.”

EatIn Monaco
Léo de Bruyn (a sinistra) e Laurent Guiraud (a destra) – DR

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Partenza fortunata grazie al lockdown

Contestualmente, il Principato ha contribuito allo sviluppo di questa applicazione, grazie ai veicoli 100% elettrici utilizzati dai corrieri. “Gli aiuti del Governo si sono rivelati molto interessanti per acquistare nuovi veicoli” spiega Léo de Bruyn.

Ultima tappa, ma non per importanza: convincere i commercianti e i clienti. “Abbiamo lanciato l’applicazione il 4 novembre 2020, durante il secondo lockdown. È stato piuttosto facile attirare non solo i clienti, ma anche i ristoratori, specialmente perché il nostro è un servizio gratuito, diversamente da quelli esistenti.”

Oggi, l’applicazione ha più di 40 partner nel Principato e più di 6.000 utenti iscritti, serviti da una quindicina di rider, tutti dipendenti. Primo bilancio decisamente positivo per il team di EatIn Monaco che non vuole certo fermarsi qui. “Lavoriamo ogni giorno per aggiungere nuovi menu e nuove attività commerciali” afferma Léo de Bruyn.

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Diffondere il know-how monegasco

I 40.000 euro ricevuti grazie al Premio del Governo del Principe permetteranno l’acquisto di nuovo materiale. Inoltre, il team lancerà un concorso a tema riciclaggio per incoraggiare gli esercenti e i partner a ridurre i rifiuti.

Innamorato di Monaco e determinato a far fare il salto di qualità al suo progetto, per il momento Léo de Bruyn non ha intenzione di disperdere energie dedicandosi a nuove idee. “Voglio concentrarmi su EatIn Monaco, è la mia creatura” ammette.

E sebbene sia ancora presto per parlare di internazionalizzazione, questa non è certo un’opzione da scartare per il giovane imprenditore: “Abbiamo un modello diverso da quello diffuso nel resto del mondo. Innanzitutto perché usiamo l’elettrico al 100%, ma anche perché i rider sono nostri dipendenti e non collaboratori esterni. Vorremmo quindi diffondere il know-how monegasco, orientato all’ecologia e alla valorizzazione di questo genere di servizi e delle professioni che dipendono da essi”.