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Intervista

Camille Gottileb: “Aiutare gli altri è un’immensa fonte di orgoglio”

Camille Gottlieb
Quest'anno Camille Gottlieb si è lanciata nell'imprenditoria © Frédéric Nébinger

Abbiamo incontrato Camille Gottlieb, figlia della Principessa Stéphanie, per parlare delle attuali iniziative portate avanti dalle sue numerose associazioni, ma anche dei suoi progetti futuri nel Principato.

Dalla beneficenza all’imprenditoria, Camille Gottlieb lancerà quest’anno la sua società di comunicazione freelance. Profondamente legata ai valori trasmessi dalla madre, con la sua associazione Be Safe Monaco continua a lottare contro i pericoli dell’alcool, oltre a salvare gli animali con le SPA (società di protezione degli animali) e ad aiutare i giovani e gli anziani con la Croce Rossa monegasca.

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Ciao Camille, prima di tutto, come stai?

Ciao! Molto bene. Sono nel pieno dei preparativi per il Gran Premio e sono già stanca solo al pensiero, ma va tutto bene, grazie!

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Hai 25 anni, 26 il 15 luglio, come ci si sente ad aver ottenuto tanti risultati, come le tue numerose iniziative con Be Safe Monaco e il tuo sostegno alla Croce Rossa monegasca, già a quest’età?

Ci si sente normali (ride), personalmente mi sento benissimo. Mi rendo utile per gli altri, aiutando e difendendo cause che mi stanno particolarmente a cuore. Sono anche molto impegnata con l’associazione benefica di mia madre, Fight Aids Monaco, e di recente sono entrata a far parte del Consiglio di Amministrazione della SPA di Monaco. Il volontariato è molto importante per me, sia per la mia crescita personale come donna che per lo sviluppo del Principato.

Da dove nasce il desiderio di dedicarsi agli altri, in particolare ai giovani, di voler salvare la vita delle persone?

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Sono cresciuta vedendo mia madre aiutare gli altri, sia a titolo personale che nella società. Mi diceva sempre: “Mi nutro dei sorrisi delle persone”. Fin da quando eravamo bambini, ha sempre trasmesso a me, mio fratello e mia sorella questi valori, il fatto di comprendere quanto fossimo fortunati e di non dimenticarlo mai. È per questo che sono così incline a dare una mano, anche nella mia vita privata, sono molto generosa. Per me chi non aiuta non è degno di fiducia.

Camille ha un amore incondizionato per gli animali domestici, soprattutto per la sua cagnolina Léonie © Frédéric Nébinger

Per quanto riguarda la tua associazione Be Safe, che qui a Monaco non ha bisogno di presentazioni, come vi state preparando per la stagione estiva ormai alle porte?

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Be Safe si sta espandendo. Grazie alla collaborazione con la Société des Bains de Mer, che finanzierà anche un autista, a luglio avremo un secondo bus navetta per la stagione estiva. La SBM è una realtà importante qui a Monaco e questo sostegno ci dimostra che la nostra è una valida causa.

Il presidente del gruppo, Stéphane Valeri, mira anche a sensibilizzare i lavoratori stagionali, in modo che questi ultimi possano a loro volta sensibilizzare i clienti. È una catena, e l’ho notato quando lavoravo all’MK Club: una persona, una frase, possono cambiare tutto. Le discoteche di Monaco sono certamente concorrenti, ma per questa causa dobbiamo fare fronte comune.

Cosa riserva il futuro a Be Safe? Ci sono nuovi progetti o collaborazioni in vista?

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Gli ultimi due anni sono stati molto complicati e nel 2023 ci sono stati molti incidenti, è stato l’anno con il maggior numero di morti per incidenti stradali dovuti all’alcol nel Principato di Monaco. Anche se Be Safe esiste da oltre cinque anni, purtroppo alcune tendenze ci mettono tempo a cambiare. Le vittime dell’anno scorso erano particolarmente giovani, credo che la più grande avesse 33 o 34 anni e la più giovane 19.

Questo ha dato più forza a Be Safe per lottare per le famiglie delle vittime che ci sostengono e per aiutare il Principato e i comuni vicini. Grazie al nostro nuovo partner, la IUM (International University of Monaco), saremo in grado di sensibilizzare e aiutare ancora di più i giovani e gli studenti.

Siamo sempre aperti a nuove collaborazioni, ma soprattutto abbiamo bisogno di nuovi volontari. Con due navette in funzione, sarebbe ideale avere sempre un volontario accanto all’autista in caso di problemi con i passeggeri. In futuro, continueremo a collaborare con la polizia, l’Aide aux Victimes d’Infractions Pénales e l’Association des Parents d’Élèves per continuare a lavorare sul campo e sensibilizzare i giovani.

Margaux Grundstein, tesoriere, Camille Gottlieb, presidentessa, Laura Dias, vicedirettrice di Be Safe Monaco © Frédéric Nébinger

Parliamo della Croce Rossa monegasca. Sei responsabile della sezione Giovani e Futuro: quali sono state le iniziative fino ad oggi?

Alla Croce Rossa monegasca, il nostro principio guida è il legame intergenerazionale tra anziani e giovani. Devo confessare che ho una particolare predilezione per il servizio agli anziani. Tutti i volontari della mia sezione frequentano spesso le case di riposo, io per esempio mi occupo del gioco del lotto al Centro Rainier III. Lavoreremo anche con la SPA per portargli anche dei cani. Infine, cerco di connettere tra loro tutte le mie associazioni e credo che sia questa la mia forza.

Camille durante una visita al Centro Rainier III con la Croce Rossa monegasca © Frédéric Nébinger

Lavorare alla Croce Rossa è molto gratificante. Quando mio zio mi ha chiesto di entrare a far parte del Consiglio di amministrazione, mi sono commossa e ne sono stata onorata. Durante le riunioni, quando devo dire quello che penso, si vede che prendo molto sul serio il mio ruolo di responsabile del settore Giovani e Futuro. Credo, e spero, che mio zio sia molto contento della sua scelta. Non ho paura di prendere decisioni per migliorare la vita delle persone. Aiutare gli altri è un’immensa fonte di orgoglio.

Camille al Consiglio di amministrazione della Croce Rossa monegasca © Frédéric Nébinger

E per finire, hai in mente altri progetti? Qualche nuova associazione da lanciare o sostenere, o magari qualcosa di più personale?

Sto per lanciare la mia società di comunicazione, marketing, creazione di contenuti e valorizzazione dell’immagine. Lavorerò come in passato con l’MK Club, ma questa volta come freelance. Penso che il Grand Prix sarà un ottimo campo di partenza.

Ho in mente tanti progetti. Per il momento niente più nuove associazioni, promesso (ride), ma sarò sempre presente per sostenere una causa che mi sta a cuore, come ad esempio Telethon. In questo momento voglio dedicarmi ai miei progetti, a me stessa. Mi ci è voluto molto tempo per partire, ma ora è fatta e ho una bella rete di supporto, sia a livello personale che professionale.